
Si infittisce il giallo legato all'aereo precipitato la mattina dell'8 gennaio vicino all'aeroporto internazionale di Teheran. Ieri avevamo riportato come alcuni indizi sembrassero contraddire la versione ufficiale iraniana, ovvero quella del guasto al motore: In primis, Teheran aveva rifiutato la richiesta di Boeing di consegnare le scatole nere e, nel pomeriggio, il governo ucraino aveva ritirato un comunicato precedentemente emesso in cui convalidava la versione del problema tecnico. Oggi Kiev ha rincarato la dose, dichiarando ufficialmente di non escludere ipotesi più drammatiche, come l'attentato terroristico o il lancio accidentale di un missile terra-aria.
Teheran apre ad esperti stranieri
Come nei migliori polizeschi però, la soluzione non è mai semplice. Sempre oggi infatti le autorità iraniane avrebbero ufficialmente invitato Canada e Svezia a partecipare all'inchiesta. Canada e Svezia che avevano visto molti dei loro cittadini mortire nello schianto: rispettivamente 63 e 10. Una mossa in contropiede quindi da parte dell'Iran, che sembrerebbe testimoniare la volontà di fare chiarezza.
Probabilmente per avere una versione definitiva di quanto successo dovremo aspettare i prossimi giorni.
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