
L'ex presidente riformista Mohammad Khatami ha denunciato il processo ai manifestanti giudicati per aver partecipato alle proteste post-elettorali, definendolo "contrario alla Costituzione, alla legge e ai diritti dei cittadini", in un comunicato pubblicato oggi dal suo ufficio. "Per quanto ne so, quanto è avvenuto è contrario alla Costituzione, alla legge e ai diritti dei cittadini", ha dichiarato Khatami durante un incontro con alcuni esponenti politici e deputati. "Questo tipo di messa in scena è innanzitutto contraria agli interessi del regime e mina la fiducia dell'opinione pubblica", ha aggiunto il religioso riformista, secondo cui "le confessioni ottenute in queste condizioni non hanno alcuna credibilità ". Ieri, nella prima udienza di un maxi-processo a un centinaio di esponenti riformisti, giornalisti e manifestanti, l'ex vice-presidente Mohammad Ali Abtahi, un fedelissimo di Khatami, ha 'ammesso' che le accuse di brogli nelle presidenziali del 12 giugno erano "false". Abtahi ha anche chiamato in causa Khatami, il candidato sconfitto Mir Hossein Mussavi e l'ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani, affermando che i tre hanno stretto un "patto" contro il presidente rieletto Mahmud Ahmadinejad. Ieri sera, in un comunicato pubblicato dal potente Consiglio per la determinazione delle scelte, da lui presieduto, Rafsanjani ha negato di essersi alleato con i leader riformisti e ha anch'egli messo in dubbio "la credibilità di confessioni ottenute in modo non chiaro". ATS
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