
Lo scrittore leader della Beat Generation Jack Kerouac (1922-1969) - secondo una sua ex fidanzata che ha scritto un libro di memorie - era "molto strano", con un pessimo carattere, era maniacale in molti aspetti della vita quotidiana e bramava fama, successo e soldi. Joyce Johnson, 77 anni, nel volume "The Voice is All. The Lonely Victory of Jack Kerouac" (Viking Press) sfata anche il mito che la scrittura di Kerouac fosse uno sforzo spontaneo e immediato. Kerouac raccontò che "On the Road" fu scritto in un'esplosione di energia in sole tre settimane del 1951. Ora l'ex girlfriend, che a 21 anni conobbe lo scrittore americano e si innamorò di lui, precisa che il capolavoro Beat fu in realtà elaborato per anni. "La sua stesura fu un lungo processo, ogni paragrafo fu rivisto con scrupolosa attenzione, ogni paragrafo doveva essere una poesia", racconta la scrittrice che già nel 1987 nel libro "Minor Characters" aveva accennato alla sua relazione con Kerouac. Joyce Johnson descrive l'ex fidanzato come una persona "molto strana", che la trattava "terribilmente", anche se la considerava l'amore della sua vita. "Quando incontrai Jack era senza casa e senza un soldo", si legge nel nuovo libro. Kerouac amava il successo, ma aveva difficoltà "a stare in pubblico e perciò beveva". Johnson descrive nel dettaglio il lento sviluppo della narrativa di Kerouac, "spesso doloroso", che di origine francocanadese "lottò non poco per scrivere bene in in inglese". ATS
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