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Estero
Kenya: sette, Mungiki in rivolta dopo uccisione moglie capo
Redazione
18 anni fa

L'uccisione nel modo più barbaro della moglie del leader della sanguinaria quanto potente setta keniana dei Mungiki, il cui cadavere è stato trovato nei giorni scorsi alla periferia ovest di Nairobi ha innescato, come era prevedibile, un'ondata di violenze. Finora i morti sono almeno 12. Secondo fonti di polizia tra i membri della setta vi sono stati almeno sei morti a Nairobi in scontri con la polizia e tre nella valle del Rift. Altre vittime sono civili uccisi dai Mungiki stessi. Le forze dell'ordine affermano di tenere sotto controllo la situazIone ma in alcune aree sono state erette barricate e sono in corso disordini. Era diffuso il timore che l'uccisione della moglie di Maina Njienga riaccendesse la guerra tra i mungiki e la polizia (per i familiari della vittima sarebbero state le forze dell'ordine a compiere il massacro), o tra gruppi dissidenti all'interno dello stesso gruppo. Rischio particolarmente grave considerando il delicato momento politico che sta attraversando il Kenya dopo le elezioni del 27 dicembre scorso. che hanno scatenato una carneficina: almeno 1.500 morti e 600.000 sfollati. I mungiki - che pretendono di affondare le loro radici nella cultura ancestrale africana - sono esclusivamente di etnia kikuyu, quella del presidente Kibaki, e si sono distinti in efferate violenze etniche di massa nel periodo post elettorale. La donna uccisa si chiamava Virginia Nyakio, aveva tre figli, era una delle tre mogli - tra i mungiki la poligamia è un obbligo 'religioso' - del leader della setta Maina Njienga, che sta scontando cinque anni di prigione nel carcere di massima sicurezza di Nairobi. È stata sgozzata, il corpo è pieno di profonde ferite inferte con pesanti armi da taglio, e secondo fonti dell'obitorio è stata violentata prima di essere uccisa. ATS

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