
La morte del senatore Ted Kennedy, stroncato da un tumore al cervello all'età di 77 anni, allontana l'ipotesi di una rapida riforma della sanità pubblica americana, una della priorità elettorali del presidente degli Stati Uniti Barack Obama. Un suo successore non sarà nominato prima del 2010. Non solo Ted era uno dei più strenui difensori della mutua per tutti gli americani, ma con la scomparsa dello storico senatore, che non potrà essere sostituito immediatamente a Capitol Hill, il partito democratico al potere perde la maggioranza qualificata di 60 seggi, necessaria per impedire all'opposizione repubblicana di fare ostruzionismo. Kennedy, uno più longevi senatore della storia americana, è stato spesso decisivo nelle grandi battaglie parlamentari, in settori chiave come l'istruzione pubblica o l'immigrazione. Lo era ovviamente in quello della previdenza, dato che presiedeva con passione e determinazione la commissione senatoriale per la salute, l'istruzione, le questioni di lavoro e le pensioni, la cosiddetta 'Help'. Il decano del Senato, il rappresentante della West Virginia Robert Byrd, un democratico di 82 anni, ha proposto di dedicare la riforma sanitaria alla studio proprio al senatore scomparso oggi. E la speaker della Camera, Nancy Pelosi, forse un po' troppo ottimista, si è detta convinta che "il sogno di Ted Kennedy di una sanità di qualità per tutti gli americani diventerà realtà quest'anno". ATS
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