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Estero
Kellogg: licenziati 1400 lavoratori in sciopero
Keystone-ats
5 anni fa
Da ottobre rdenunciavano turni da 80 ore settimanali e rivendicavano aumenti salariali

Le proteste
I dipendenti si trovavano in sciopero dall’ottobre scorso. Gli operai delle fabbriche di alimenti per la prima colazione di Tennesse, Michigan, Pennsylvania e Nebraska lamentavano delle condizioni di lavoro insostenibili. Dei testimoni hanno riferito al Guardian di aver lavorato “16 ore al giorno, 7 giorni alla settimana durante la pandemia”. Per il loro servizio durante la pandemia, e per dei turni settimanali da 80 ore i dipendenti ritenevano quindi di meritare degli aumenti sostanziali del salario. Altri testimoni parlavano di periodi di 100-130 giorni di lavoro senza pausa, “mentre le macchine stanno ferme tre giorni al mese. Ci trattano peggio delle macchine”.

La trattativa
L’offerta fatta dall’azienda per trovare un compromesso comportava un aumento dei salari del 3% e la conservazione degli attuali benefici dell’assicurazione sanitaria. La stessa è stata rifiutata dalla grande maggioranza dei membri del sindacato coinvolto. Di fronte al rifiuto dell’offerta proposta, Kellog ha affermato le sue intenzioni di rimpiazzare 1'400 lavoratori in nome “dell’impegno che l’azienda ha nei confronti dei suoi clienti: fornire i cereali che conoscono e amano”.
Il professore della Rutgers University Todd Vachon ha riferito al Guardian che non è certo che Kellogg riesca a trovare abbastanza elementi sul mercato del lavoro per rimpiazzare i 1'400 licenziati.
Sempre il Guardian riporta come in un altro sciopero recente 10'000 operai di Deree sono riusciti ad ottenere un aumento dei salari del 10% e degli ulteriori benefici dopo uno sciopero di un mese e il rifiuto di due precedenti offerte del patronato.

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