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Gran Bretagna
Keir Starmer saluta Downing Street: «Lascio a Burnham un Paese migliore»
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Ats
18 ore fa
Il primo ministro ha tirato un bilancio positivo del suo mandato durato due anni ed ha assicurato il suo sostegno al successore Andy Burnham

Il cambio della guardia a Downing Street è cosa fatta: Keir Starmer si è dimesso formalmente da premier britannico nelle mani di re Carlo III a Buckingham Palace, dove è stato convocato Andy Burnham, proclamato leader del Partito laburista di maggioranza venerdì scorso, per ricevere l'incarico di formare un nuovo governo. La cerimonia, detta tradizionalmente del «bacio della mano» al sovrano, non prevede più da tempo questo atto di omaggio. «Il mio lavoro è stato fatto, lascio un Paese più forte e più equo di due anni fa», ha detto Starmer nel suo discorso di saluto alla nazione, subito prima di lasciare definitivamente Downing Street per recarsi da re Carlo III. Ha inoltre assicurato il suo «pieno sostegno a Andy Burnham». «Me ne vado con buona grazia, con il sorriso sul volto e orgoglioso di quanto abbiamo fatto», ha concluso. 

Le sue rivendicazioni

Starmer si è mostrato sorridente, al di là di qualche accento di commozione a tratti nella voce, uscendo dal portoncino al numero 10 mano nella mano con la moglie Victoria. Ha parlato in una mattinata di sole davanti a una piccola folla di familiari, fedelissimi e giornalisti che lo ha applaudito insistentemente. Ha quindi rivendicato ancora una volta di aver risollevato il suo partito in sei anni da leader, dopo una sconfitta «disastrosa» alle elezioni del 2019. E ha nuovamente difeso il suo record di due anni di governo, evocando, la reputazione «internazionale» che afferma di aver restituito al Regno Unito. Non è mancato un riferimento al sostegno all'Ucraina in guerra con la Russia e alla certezza che «la nostra grande nazione» continuerà a stare al fianco di Kiev.

Un'economia in crescita

Sul fronte interno, ha parlato di un'economia tornata «a crescere», invocando l'unità come fattore decisivo per completare il rilancio del Paese e garantire più giustizia sociale e più opportunità a tutti. «Auguro ogni successo ad Andy Burnham, egli avrà il mio pieno sostegno», ha infine rimarcato, ringraziando sua moglie, la sua famiglia, il suo team e tutto il Partito laburista. «La politica sarà sempre uno sport di squadra, ringrazio il popolo britannico per l'opportunità che mi ha dato di servirlo», ha concluso, definendo questa opportunità «il più grande onore della mia vita».

L'emozione di Burnham

Il 56enne Burnham, un veterano della politica britannica, già ministro sotto la premiership di Gordon Brown quasi 20 anni fa, è apparso leggermente emozionato al momento del suo ingresso a palazzo per l'incarico, accompagnato dalla first lady entrante, Marie-France van Heel, moglie d'origine olandese e sua compagna di vita sin dai comuni studi universitari giovanili a Cambridge. L'uscita di scena di Starmer porta intanto a nove il totale dei primi ministri del Regno in vita, il più anziano dei quali è John Major, successore della defunta Margaret Thatcher.

Gli avvicendamenti

L'uscita di scena di Starmer porta intanto a nove il totale dei primi ministri del Regno in vita, il più anziano dei quali è John Major, successore della defunta Margaret Thatcher. Per re Carlo III si tratta del quarto insediamento di un primo ministro in appena quattro anni di regno. Il monarca, nella sua veste di capo dello Stato, ha ereditato come prima capo del governo del proprio regno, alla morte di sua madre Elisabetta II nel settembre 2022, la conservatrice Liz Truss, la più effimera della storia moderna dell'isola, costretta a dimettersi dopo meno di 50 giorni per i disastrosi contraccolpi di una manovra finanziaria d'esordio fatta di tagli di tasse in deficit. Ha poi insediato Rishi Sunak nello stesso 2022, quindi Starmer, dopo la sconfitta Tory alle elezioni del 2024, e ora Burnham, dopo il cambio di cavallo nella leadership laburista fra l'impopolare sir Keir e l'ex sindaco di Manchester.