
È stato depositato davanti al Tribunale penale internazionale dell'Aja l'atto di accusa definitivo contro l'ex leader dei serbi di Bosnia Radovan Karadzic, il cui processo comincerà lunedì prossimo nella capitale olandese. Secondo l'atto di accusa, Karadzic, 64 anni, è stato uno dei principali artigiani di un piano di espulsione definitiva dei musulmani e dei croati che vivevano nelle zone della Bosnia-Erzegovina occupate dai serbi di Bosnia durante la guerra 1992-1995. Il documento analizza in dettaglio i due genocidi imputati a Karadzic, durante i primi mesi di guerra e per il massacro di 8'000 uomini a Srebrenica nel luglio del 1995, pochi mesi prima della fine della guerra. Karadzic è accusato anche di crimini contro l'umanità, di crimini di guerra per gli omicidi, gli stupri, le espulsioni forzate, le torture commesse in 19 municipalità così come durante l'assedio di Sarajevo. L'atto di accusa qualifica come crimine di guerra la presa di ostaggi di circa 200 caschi blu e osservatori dell'Onu nel 1995. La versione iniziale dell'atto di accusa prendeva in conto reati commessi in 47 comuni, ma il documento è stato ridotto a più riprese. "Noi vogliamo un processo che rifletta la magnitudine dei crimini commessi, che consenta alla vittime di raccontare le loro storie e che sia al tempo stesso gestibile", spiega il procuratore del Tpi, il belga Serge Brammertz, in un'intervista pubblicata oggi sul quotidiano belga "Le Soir", definendo "accettabile" la versione definitiva ridotta. Secondo il procuratore, il processo dovrebbe durare dai due anni e mezzo ai tre anni. Oltre 400 i testimoni che saranno ascoltati. Il processo sarà presieduto dal giudice O-Gon Kwon. Karadzic si difenderà da solo. ATS
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