
Quindici insorti e otto membri delle forze di sicurezza afghane sono rimasti uccisi negli attacchi talebani di ieri a Kabul, che si sono conclusi stamani con la morte degli ultimi assalitori trincerati nella capitale. Lo riferiscono le autorità afghane.I talebani hanno sferrato ieri un violento attacco militare assaltando numerosi obiettivi afghani ed internazionali nella zona di massima sicurezza di Kabul ed altri in tre province dell'est del paese (Paktia, Logar e Nangahar), seminando il panico fra la popolazione e tenendo testa per molte ore alla reazione delle forze speciali afghane appoggiate da reparti di militari della Nato.Preceduti all'inizio del pomeriggio da una decina di esplosioni, gli attacchi hanno investito nel quartiere di Wazir Akbar Khan varie ambasciate (Usa, Gb, Germania, Giappone, Russia ed Iran), la sede del Parlamento, vari edifici pubblici non lontano dal palazzo presidenziale, basi della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) ed anche un hotel, il Kabul Star, appena costruito.Quella di ieri è stata l'operazione più significativa realizzata dai talebani nel cuore della capitale afghana dallo scorso settembre, confermando ancora una volta la vulnerabilità del sistema di sicurezza esistente che ha permesso al folto gruppo di kamikaze di raggiungere con una certa facilità tutti gli obiettivi prescelti.Come successo già in precedenti occasioni, alcuni attentatori suicidi si sono fatti esplodere per aprire la strada ad altri armati fino ai denti, che hanno preso posizione su edifici in costruzione - uno non lontano dal Parlamento, l'altro dalla zona delle ambasciate - da cui hanno lanciato razzi centrando gli obiettivi prescelti.Ad un certo punto sembrava addirittura che i Mujaheddin fossero riusciti a penetrare all'interno dell'edificio dell'Assemblea nazionale, ma così non è stato, come ha precisato un responsabile della polizia, secondo cui "perfino alcuni parlamentari hanno imbracciato le armi e sono saliti sul tetto dell'edificio per difenderlo dagli aggressori".ATS
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