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Johnson "impaziente" di tornare al lavoro
Johnson "impaziente" di tornare al lavoro
Johnson "impaziente" di tornare al lavoro
Redazione
6 anni fa
Lo ha riferito alla Bbc il ministro degli Esteri Dominic Raab: "Il suo ritorno sarà un'iniezione di fiducia per il Paese"

Il premier britannico Boris Johnson è "impaziente" di tornare al lavoro domani dopo essere guarito dal coronavirus. Lo ha riferito alla Bbc il ministro degli Esteri Dominic Raab che ha svolto le veci del primo ministro da quando la malattia si è aggravata.

Il ritorno di Johnson alla guida del Regno unito sarà "un'iniezione di fiducia per il Paese", ha aggiunto Raab.

Da lunedì, il premier britannico lascerà la residenza di campagna di Chequers dove ha trascorso la convalescenza con la futura sposa Carrie Symonds, incinta di sei mesi e a sua volta reduce dal Covid-19, e riprenderà il suo posto. "Un'iniezione di fiducia per il Regno Unito", secondo il ministro degli Esteri Dominic Raab che ha sostituito il premier durante la sua assenza.

Di incoraggiamento la Gran Bretagna ha bisogno in questo momento con le vittime del coronavirus che hanno raggiunto quota 20.713 e le polemiche dopo le rivelazioni sulla partecipazione di Dominic Cummings, controverso consigliere politico del premier ed influente eminenza grigia di Downing Street, a varie riunioni del Scientific Advisory Group for Emergencies (Sage). E se è ancora troppo presto per parlare di una fine del lockdown, anche nel Regno Unito si è aperto il dibattito sulla Fase 2.

Per aggiornarsi su tutti i dossier Johnson ha avuto venerdì un colloquio di tre ore con Raab e con il cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak, numero tre del governo. Nell'ultimo briefing sull'emergenza coronavirus, il ministro dell'Ambiente George Eustice ha annunciato che "le misure di lockdown saranno riviste tra un paio di settimane" mettendo in guardia sul rischio di "allentarle troppo presto". Tra i nuovi provvedimenti che potrebbero essere presi, secondo i media potrebbe esserci la quarantena di due settimane per chi arriva dall'estero.

Ad una domanda in proposito Eustice ha risposto che "nessuna decisione è stata presa" e che il governo ha scelto "con coscienza" di tenere i confini aperti per non bloccare in commercio. Il provvedimento non verrà comunque preso in considerazione qualora "gli arrivi dall'estero dovessero diventare un rischio difficile da gestire".

Intanto dopo il picco di sabato, con 813 vittime in 24 ore, è stato registrato il minore aumento di morti dalla fine di marzo, 413. Un dato positivo che dipende "chiaramente", ha insistito il direttore medico del Nhs Stephen Powis in conferenza stampa, "dal fatto che il popolo britannico ha rispettato il distanziamento sociale

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