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Johnson conferma il booster per i 40enni
Immagine shutterstock
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Keystone-ats
5 anni fa
Malgrado i dati in controtendenza rispetto al resto d’Europa, Downing Street raccomanda il richiamo. Il premier cauto sull’evoluzione pandemica delle prossime settimane

Il Regno Unito deve evitare qualsiasi “compiacimento” sul Covid malgrado il calo dei contagi di questi giorni in controtendenza con il resto d’Europa e il rilancio della campagna di vaccini.

Lo ha detto il premier Boris Johnson confermando l’ok all’estensione ai quarantenni della terza dose vaccinale di rinforzo (booster) e della seconda dose a 16-17enni, per stare lontano dalle “nuvole” che si addensano in particolare sull’Europa centrorientale fra i non vaccinati e dalle restrizioni ripristinate da vari altri Paesi. Ha poi sollecitato tutti i connazionali a ricevere il booster o la dose loro offerta “non appena eleggibili”.

“Ancora troppi non vaccinati”
Johnson, affiancato in un briefing da Downing Street dai professori Chris Whitty e Patrick Vallance, chief medical officer dell’Inghilterra e consigliere scientifico capo del governo britannico, ha indicato le terze dosi vaccinali (offerte finora nel Regno a tutti gli over 50, ai vulnerabili e al personale sanitario, con 13 milioni di somministrazioni circa in attesa dell’estensione alla fascia d’età dai 40 in su) come un’arma in grado di garantire “una protezione enormemente rafforzata” a chi la riceva 5-6 mesi dopo la seconda. E ha avvertito che è ancora presto per escludere che la “nuova ondata” che investe altri Stati europei possa tornare a “lambire le nostre coste”. Whitty ha poi rivolto uno speciale appello a chi è incinta a vaccinarsi, notando come fra le donne ricoverate per Covid nel Paese negli ultimi mesi le pazienti che non avevano ricevuto il vaccino fossero ben il 98%. L’accademico ha del resto notato come il numero totale dei contagi e delle ospedalizzazioni sull’isola, per quanto non più in aumento, continui a essere significativo e a rappresentare una fonte “di pressione” per il servizio sanitario nazionale (Nhs). E il primo ministro, riprendendo la parola, ha sua volta ammonito che vi sono ancora troppe persone che non hanno fatto il vaccino pur potendolo ricevere.

Lockdown a Natale? Johnson prudente
Incalzato da un giornalista a escludere l’ipotesi di un qualunque nuovo “lockdown a Natale” in caso di nuovi rimbalzi dell’infezione nella stagione fredda o di nuove varianti, il primo ministro è rimasto quindi prudente, ma ha detto che “al momento nessun dato suggerisce” una simile prospettiva e neppure la necessità di ricorrere al piano B che prevedrebbe un ritorno parziale ad alcune restrizioni e al lavoro da casa, oltre all’introduzione di un certificato Covid britannico ad oggi lasciata sullo sfondo.

Quanto infine all’uso delle mascherine nei luoghi affollati di “persone sconosciute” o sui trasporti pubblici, Boris Johnson ha sostenuto di aver intravvisto una maggiore cautela da parte dei connazionali nell’ultimo periodo, ma ha insistito sulla sua linea di raccomandarne l’uso in certe circostanze senza reimporre l’obbligo legale (mal sopportato da larghi strati dell’opinione pubblica isolana) revocato fin dal 19 luglio. “Noi puntiamo sul consenso e sulla responsabilità personale” degli individui, ha rimarcato.

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