
La vena scherzosa del premier italiano Silvio Berlusconi è riemersa alla fine della visita al cantiere di Bazzano. "Ragazzi se tutto va bene mi sa che veramente ve le porto le veline, altrimenti ci prendono tutti per gay", ha detto toccandosi con le mani le orecchie. "E noi porteremo le case", ha subito replicato uno dei responsabili del cantiere apertosi in seguito al terremoto dello scorso 6 aprile. Parlando dei lavori per la realizzazione delle unità abitative antisismiche, il presidente del Consiglio italiano ha detto: "Non pensavo che l'area fosse così vasta e mi hanno detto che abbiamo fatto pure un buon affare con l'acquisto del terreno". Poi, a un operaio che lo salutava, ha chiesto: "Quando avete iniziato?". "Il 6 giugno", è stata la risposta. "Bravi ragazzi", ha commentato Berlusconi. Nel girare il cantiere il premier italiano ha messo in mostra una inaspettata agilità: è prima salito su una scala in ferro e poi ha improvvisato una temeraria passeggiata su un'armatura in ferro pronta per essere riempita di cemento. Berlusconi ha voluto conoscere tutti i particolari dei lavori informandosi sulle tecniche e sui materiali utilizzati per realizzare le costruzioni. "Mi raccomando sulla sicurezza", ha tra l'altro detto, "siate prudenti". Il presidente del Consiglio italiano non ha nascosto comunque la sua soddisfazione per il lavoro avviato: "qui si sta facendo un miracolo - ha tra l'altro detto - se saranno rispettati i tempi si potrà parlare di una cosa mai fatta al mondo". ATS
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