
Il giudice per l'udienza preliminare di Potenza, Luigi Barrella, ha rinviato a giudizio, per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione di pubblici funzionari, Vittorio Emanuele di Savoia, che era stato arrestato il 16 giugno 2006 su richiesta dell'ex pubblico ministero (pm) di Potenza, John Woodcock. La prima udienza del processo è stata fissata per il 21 dicembre. Il dispositivo è stato letto poco fa in un'aula del Tribunale di Potenza, dove erano presenti i pm Laura Triassi e Salvatore Colella poiché Woodcock si è trasferito a Napoli. Immediata la reazione dell'interessato: "non c'era da aspettarsi altro per una vicenda inspiegabile. Resto fiducioso nell'accertamento dei fatti, però provo dolore nel subire queste accuse", ha detto Vittorio Emanuele al suo avvocato. Il rinvio a giudizio di Vittorio Emanuele era stato chiesto da Woodcock nell'ambito dell'inchiesta cosidetta "Savoiagate": il 16 giugno 2006 il giudice per le indagini preliminari Alberto Iannuzzi ordinò altri 12 arresti. Le accuse, a vario titolo, erano associazione a delinquere finalizzata alla prostituzione, alla corruzione, alla concussione, falsità ideologica, minacce e favoreggiamento. La notizia dell'arresto di Vittorio Emanuele, che rimase nel carcere di Potenza per una settimana, fece il giro del mondo: tutto partì da una "banale" indagine che riguardava i prefabbricati di Bucaletto, il quartiere costruito a Potenza per accogliere i senzatetto del terremoto del 1980. Dall'inchiesta che portò in carcere Vittorio Emanuele scaturì quella conosciuta come "Vallettopoli" e che nel marzo del 2007 fece finire in galera, ancora a Potenza, ma per 33 giorni, il fotografo dei vip Fabrizio Corona. ATS
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