Cerca e trova immobili
Estero
Italia, via libera al nuovo decreto sicurezza
Nasce il sistema di accoglienza e integrazione che supera ed elimina quello di Salvini. Il Consiglio dei ministri lo ha approvato ieri sera

Il Consiglio dei ministri ha confermato nella notte l’impianto della bozza di decreto in materia di “immigrazione, protezione internazionale e complementare” che supera i decreti sicurezza di Salvini. Nel corso della discussione tra i ministri di M5s, Pd, Italia Viva e Leu non si sarebbero registrate criticità particolari: passano così, come da accordo di maggioranza raggiunto a luglio, le norme che superano le multe milionarie alle Ong e riformano il sistema dell’accoglienza introducendo tra l’altro il regime di protezione speciale.

Decreto approvato in meno di un’ora
Il decreto-legge è stato approvato dopo neanche un’ora dall’inizio del Consiglio. Il nuovo decreto riforma il sistema di accoglienza destinato ai richiedenti con protezione internazionale e ai titolari di protezione, con la creazione del nuovo “Sistema di accoglienza e integrazione”. Le attività di prima assistenza continueranno ad essere svolte nei centri governativi ordinari e straordinari. Successivamente, il Sistema si articolerà in due livelli di prestazioni: il primo dedicato ai richiedenti protezione internazionale, il secondo a coloro che ne sono già titolari, con servizi aggiuntivi finalizzati all’integrazione.

Ampliato accesso a protezione speciale straniero
Per quanto riguarda la protezione internazionale degli stranieri, la normativa vigente prescrive il divieto di espulsione e respingimento nel caso in cui il rimpatrio determini, per l’interessato, il rischio di tortura. Con il nuovo decreto sull’immigrazione, si aggiunge a questa ipotesi il rischio che lo straniero sia sottoposto a trattamenti inumani o degradanti e se ne vieta l’espulsione anche nei casi di rischio di violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare. In tali casi, si prevede il rilascio del permesso di soggiorno per protezione speciale.

Daspo urbano, risse e spaccio sul web
Nel decreto sicurezza vengono inasprite anche le pene per il reato di rissa e il daspo dai locali pubblici e di intrattenimento per chi sia stato denunciato o condannato per atti di violenza fuori da un locale. Per i protagonisti di disordini o di atti di violenza il questore può disporre il daspo da specifici locali o esercizi pubblici: se violato c’è la reclusione fino a due anni e una multa fino a 20.000 euro. Si rafforza il cosiddetto “Daspo urbano”, rendendo possibile per il Questore l’applicazione del divieto di accesso nei locali pubblici anche nei confronti dei soggetti che abbiano riportato una o più denunce o una condanna non definitiva, nel corso degli ultimi tre anni, relativamente alla vendita o cessione di sostanze stupefacenti.

La reazione dei politici
Matteo Salvini(Lega) non ha atteso un secondo in più per cinguettare su Twitter una reazione alla decisione del Consiglio dei ministri. “Invece di costruire, distruggono”, ha scritto. “Li fermeremo, promesso, anche grazie al vostro aiuto”, ha poi aggiunto.

Nicola Zingaretti(Pd), ha precisato: “Vogliamo un’Italia più umana e sicura, i decreti propaganda non ci sono più”.

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata