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Estero
Italia: un altro scudo fiscale?
Redazione
15 anni fa
Il Governo italiano starebbe pensando ad un'altra manovra come quella che nel 2009 creò non pochi problemi al Ticino

La difficile situazione dell’Italia, costretta a varare drastiche misure anticrisi anche su pressioni dell’Unione Europea, potrebbe portare al lancio di un nuovo scudo fiscale, dopo quello del 2009. L’idea è emersa a Roma. Con questa nuova iniziativa Berlusconi vorrebbe evitare il “contributo di solidarietà” che colpirebbe la parte eccedente i redditi sopra i 90 mila euro con un’aliquota del 5% mentre la quota eccedente i 150 mila euro di reddito con un’aliquota del 10%.Nel 2009 la penale da pagare per chi accettava di aderire allo scudo fu del 5%. Ora si pensa ad un’aliquota tra il 7 ed il 10%. I capitali illegalmente depositati all’estero riconducibili a cittadini residenti in Italia ammonterebbero a 150 miliardi di euro.Lo scudo-bis inoltre eviterebbe di tassare ulteriormente coloro che aderirono allo scudo del 2009.  A quanto pare un’azione del genere porterebbe a problemi di natura costituzionale.Lo scopo di un ulteriore scudo sarebbe anche quello di permettere a coloro che hanno capitali non dichiarati all’estero di poter operare sui loro conto.Questo in quanto se dovesse entrare in vigore la famosa Tobin Tax proposta da Germania e Francia, tramite la quale verrebbero tassate tutte le transazioni finanziarie, coloro che effettuerebbero delle transazioni correrebbero il rischio di essere scoperti. Ecco quindi che si lascia un’ulteriore possibilità di regolarizzare i patrimoni esteri. Per il momento si tratta solo di un’ipotesi.MM

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