
La difficile situazione dell’Italia, costretta a varare drastiche misure anticrisi anche su pressioni dell’Unione Europea, potrebbe portare al lancio di un nuovo scudo fiscale, dopo quello del 2009. L’idea è emersa a Roma. Con questa nuova iniziativa Berlusconi vorrebbe evitare il “contributo di solidarietà” che colpirebbe la parte eccedente i redditi sopra i 90 mila euro con un’aliquota del 5% mentre la quota eccedente i 150 mila euro di reddito con un’aliquota del 10%.Nel 2009 la penale da pagare per chi accettava di aderire allo scudo fu del 5%. Ora si pensa ad un’aliquota tra il 7 ed il 10%. I capitali illegalmente depositati all’estero riconducibili a cittadini residenti in Italia ammonterebbero a 150 miliardi di euro.Lo scudo-bis inoltre eviterebbe di tassare ulteriormente coloro che aderirono allo scudo del 2009. A quanto pare un’azione del genere porterebbe a problemi di natura costituzionale.Lo scopo di un ulteriore scudo sarebbe anche quello di permettere a coloro che hanno capitali non dichiarati all’estero di poter operare sui loro conto.Questo in quanto se dovesse entrare in vigore la famosa Tobin Tax proposta da Germania e Francia, tramite la quale verrebbero tassate tutte le transazioni finanziarie, coloro che effettuerebbero delle transazioni correrebbero il rischio di essere scoperti. Ecco quindi che si lascia un’ulteriore possibilità di regolarizzare i patrimoni esteri. Per il momento si tratta solo di un’ipotesi.MM
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