
Il lavoro dei soccorritori non si è fermato neanche oggi durante i funerali delle vittime all'Aquila. Ma nei prossimi giorni comincerà la fase forse più delicata: le verifiche delle lesioni casa per casa, con i pompieri e i tecnici accompagnati dagli sfollati. Si provvederà ai puntellamenti delle strutture pericolanti e agli abbattimenti. Ci si prepara alla ricostruzione, ma per quella i tempi non sono brevissimi. Dopo la prima emergenza si apre una seconda fase e, poi, quella della ricostruzione vera e propria. Una valutazione sui tempi l'ha fatta oggi lo stesso presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi: "Per fare una valutazione dei danni ci vorranno almeno due mesi. Dopo si passerà agli abbattimenti e alla ricostruzione". L'ipotesi di lavoro è di dividere città in diverse zone e procedere. Il lavoro di verifica dei danni riportati e sulla staticità degli edifici non sarà semplice. E soprattutto rischia di essere vanificato dalle continue nuove scosse. I proprietari delle case dell'Aquila già lesionate e abbandonate in fretta e furia la notte del sisma non ci possono rientrare, ma dall'esterno hanno notato nuove crepe e le ferite sui muri ancora più profonde. Così il timore che una verifica con esito positivo, anche se il termine può in questo caso assumere un senso difficile, dopo poche ore può essere messo in discussione dalle bizze del sottosuolo. Un appuntamento importante potrebbe essere quello di mercoledì quando è in programma una riunione all'Aquila con i rappresentanti e i tecnici dei comuni colpiti dal terremoto per fare il punto della situazione e, ha spiegato il presidente dell'Anci, l'Associazione nazionale dei comuni italiani Leonardo Domenici, "una mappatura degli edifici lesionati nei quali sarà possibile o meno far rientrare gli sfollati". La ricostruzione comunque ci sarà. E lo stesso Berlusconi ha voluto chiarire ulteriormente che questa non è alternativa alle scelte sulla New Town (nuova città). "Visto che è stata fatta confusione voglio chiarire ancora una volta che la New Town non ha nulla a che vedere con la ricostruzione. Le case distrutte saranno tutte ricostruite così come gli edifici pubblici che sono considerati beni artistici". ATS
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