
Si troverebbe in due istituti bancari svizzeri il frutto di una presunta tangente di seicentomila euro pagata per l'acquisto di 45 filobus destinati al comune di Roma. Il pubblico ministero Paolo Ielo, titolare dell'indagine che vede cinque indagati per i reati di corruzione e frode fiscale, intende chiedere una rogatoria all'autorità elvetica per far luce sui due conti correnti dove sarebbe transitato parte del denaro servito per creare la tangente per ottenere l'appalto. Contatti, tuttavia, con le autorità elvetiche - secondo i media italiani - sono già stati avviati tanto che i due conti sono bloccati e non più operativi. Intanto, la vicenda finisce all'attenzione della politica. Il sindaco di Roma Alemanno nega di aver avuto alcun potere sulla gara d'appalto in questione e conferma la sua ricandidatura alle comunali di Roma. ATS
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