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Estero
Italia-Svizzera: verso revisione accordo doppia imposizione
Redazione
17 anni fa

L'Italia dovrebbe figurare tra i paesi prioritari con i quali rinegoziare l'accordo di doppia imposizione: lo ha auspicato oggi a Roma la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey dopo aver incontrato per circa un'ora l'omologo Franco Frattini, col quale ha discusso di segreto bancario e relazioni bilaterali. "Un passo importante" per la cooperazione e la trasparenza: così Frattini ha commentato l'allentamento del segreto bancario deciso dal Consiglio federale il 13 marzo e la soppressione della distinzione fra frode ed evasione fiscale per i cittadini stranieri. Ora - ha aggiunto - occorrono però fatti concreti sotto forma di una revisione degli accordi di doppia imposizione conformemente agli standard internazionali dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). Tale modifica delle convenzioni dovrebbe riguardare 70 paesi e prevede l'assistenza amministrativa in materia fiscale anche in caso di evasione. "Ho apprezzato moltissimo la decisione della Svizzera di considerare anche l'Italia tra i paesi prioritari con cui avviare un negoziato sulla doppia imposizione", ha detto Frattini. La settimana scorsa il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz aveva citato in particolare gli Stati Uniti a causa dei problemi di UBS. In merito a un possibile nuovo "scudo fiscale" italiano ventilato dalla stampa per far rientrare i capitali dall'estero, Frattini ha dato una secca smentita, affermando che preferisce puntare sugli strumenti che favoriscono la cooperazione e non alimentano le divisioni. Calmy-Rey dal canto suo ha ribadito che la Svizzera non è un paradiso fiscale e che ha leggi in materia di riciclaggio di denaro sporco molto severe. Nel contempo ha sottolineato l'importanza della qualità dello scambio di informazioni, e non solo della quantità. Dopo il G-20 a Londra - ha concordato Frattini - bisogna quindi valutare insieme l'esito di questi vertici e le prossime mosse. ATS

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