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Estero
Italia-Svizzera: Calmy-Rey a Roma incontra Frattini
Redazione
17 anni fa

La Svizzera prosegue oggi a Roma l'offensiva diplomatica avviata la scorsa settimana a Parigi per illustrare ai paesi vicini il prospettato allentamento del segreto bancario elvetico. Scongiurato per il momento il pericolo di finire su una "lista nera" dei paradisi fiscali attraverso un adeguamento alle normative internazionali, l'incontro di questo pomeriggio alla Farnesina tra la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey e il suo omologo Franco Frattini permetterà nel contempo di rinsaldare le relazioni e di affrontare la questione - spinosa per il Ticino - della reciprocità degli accordi bilaterali tra Svizzera e Unione europea. Quello tra Calmy-Rey e Frattini sarà il 21esimo incontro ufficiale negli ultimi quattro anni tra esponenti del governo svizzero e di quello italiano: un'intensificazione dei rapporti che è culminata nel settembre del 2007 in una dichiarazione congiunta per una cooperazione rafforzata tra i ministeri degli esteri dei due paesi. La precedente visita ufficiale a Roma di Calmy-Rey risale al marzo del 2007; in quell'occasione la consigliera federale illustrò al presidente del Consiglio Romano Prodi la propria posizione sull'imposizione delle imprese straniere in Svizzera, oggetto di una vertenza con l'Unione europea a causa dei privilegi fiscali concessi da alcuni cantoni. Anche questa volta l'incontro si svolge all'ombra del fisco, con le critiche internazionali che negli ultimi tempi si sono concentrate sul segreto bancario elvetico, accusato di favorire l'evasione fiscale e per questo motivo allentato dal Consiglio federale per i cittadini stranieri nell'ottica di una maggior cooperazione internazionale. A differenza di Francia e soprattutto Germania, l'Italia finora si è però mostrata più silenziosa in merito. Dopo l'allentamento del segreto bancario, pochi giorni fa il premier italiano Silvio Berlusconi ha osservato, scherzando, che in Svizzera "ormai non c'è nessuna segretezza". Per far rientrare i capitali fuggiti nei paradisi fiscali, anche a livello europeo si comincia quindi a valutare la possibilità di applicare regimi simili allo scudo fiscale che in Italia venne messo in campo nel 2001-2002. Le relazioni bilaterali tra Italia e Svizzera non si esauriscono comunque alla concorrenza fiscale, ma spaziano dall'immigrazione agli investimenti. La Penisola è oggi il secondo partner commerciale della Svizzera: stando agli ultimi dati della Segreteria di Stato dell'economia (SECO), il 9% delle esportazioni elvetiche va a finire in Italia, da dove giunge l'11% delle importazioni. Importanti le colonie di emigrati in ambo le direzioni: quasi 50'000 in Italia, dieci volte di più in Svizzera. Italia e Svizzera condividono anche 741 chilometri di frontiera, che ben presto potrebbe essere rivista in più punti a causa del ritiro dei ghiacciai e dell'erosione, fattori che rendono indefinita la linea di demarcazione. Un disegno di legge in tal senso è attualmente all'esame del parlamento italiano. I confini sono tuttavia non solo punto d'incontro ma anche di scontro. Dal Ticino è così emersa la critica secondo cui non viene assicurata la reciprocità degli accordi bilaterali: lavoratori e imprenditori elvetici sarebbero confrontati in Italia con difficoltà burocratiche che in Svizzera non sussistono. Per tenere al corrente il governo ticinese sulle relazioni tra Svizzera e Italia, Calmy-Rey domani a Lugano-Agno incontrerà i Consiglieri di Stato Laura Sadis e Luigi Pedrazzini. ATS

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