
Viareggio ha detto addio alle sue vittime. Nello stadio dei Pini, alla presenza del capo dello stato italiano Giorgio Napolitano, l'arcivescovo di Lucca Italo Castellani ha celebrato stamani la messa per i funerali solenni di 15 delle 22 persone divorate dal fuoco nella notte del 29 giugno. Vittime di un incidente, la fuoriuscita di gpl da un convoglio ferroviario, che è sembrato "il visibile di un non senso, alimentato certamente non solo dal caso e dalla fatalità", ha detto l'arcivescovo nella sua omelia. Il presidente della Repubblica, che dopo le esequie si è recato in visita ai pazienti ricoverati nell'ospedale della Versilia, ha sottolineato che "si deve fare chiarezza prima ancora di verificare se ci sono delle responsabilità". Hanno partecipato ai funerali i presidenti del Senato e della Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, il vicepresidente del Senato Vannino Chiti e, in rappresentanza del Governo, i ministri Altero Matteoli, Renato Brunetta e Andrea Ronchi. La partecipazione dei cittadini, venuti da tutta Italia, è stata altissima: 25-30 mila persone dentro lo stadio e fuori, davanti al maxischermo. Non vi dimenticheremo, è stata la commossa promessa collettiva, scritta, pronunciata, con le lacrime agli occhi, in un abbraccio affettuoso alle famiglie dei morti, straziate dal dolore. Le 15 bare, due le vittime straniere, la badante romena Ana e Magdalena Cruz dell'Ecuador, sono state portate a spalla da forze dell'ordine, pompieri e volontari, poco prima dell'inizio della funzione, dalla camera ardente fino allo stadio. Un lungo applauso le ha accolte nel palazzetto dello sport già gremito di pubblico e applausi hanno accompagnato la lettura dei nomi, tra i quali quelli di Luca e Lorenzo, 2 e 5 anni, morti carbonizzati insieme alla loro mamma. Commozione grandissima alla comparsa delle due piccole bare, dolore intollerabile per i parenti che ora devono occuparsi del terzo fratellino, Leonardo, 8 anni, strappato alle macerie dai soccorritori mentre anche il babbo lotta per sopravvivere all'ospedale di Padova. "Viareggio risorgi più bella", ha esortato l'arcivescovo nell'omelia, pronunciata con la voce rotta dalla commozione, citando le parole scritte "da una mano e un cuore generosi" su uno striscione lasciato sul luogo della tragedia. Dopo aver ringraziato quanti si sono prodigati per gli aiuti, monsignor Castellani ha mandato un messaggio ai terremotati de L'Aquila cui ora Viareggio è più "intimamente" unita, e ha salutato la comunità magrebina, alla quale appartenevano sette vittime, una comunità che "si sente a pieno titolo parte viva della città". Poi, ha ricordato, commuovendosi, due dei simboli della tragedia: Leonardo di 8 anni e Ibitzen Ayad, 21 anni, i superstiti di due famiglie che le fiamme hanno distrutto completamente. L'arcivescovo ha ricordato anche Andrea F., ufficialmente l'unico disperso, invitando a pronunciare per lui una preghiera. ATS
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