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Italia: stop finanziamento pubblico partiti
Redazione
13 anni fa

Il governo italiano ha trovato oggi l'accordo politico sull'abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti. La prossima settimana approverà in consiglio dei ministri il decreto legge per introdurre il sostegno alla politica da parte dei cittadini mediante un versamento volontario da inserire nella dichiarazione delle tasse. Il leader del Movimento 5 stelle (M5S) Beppe Grillo ha definito "un bluff" la decisione del premier Enrico Letta. Fedele all'impegno preso nel suo discorso di insediamento alle Camere, Letta ha accelerato sulla riforma del finanziamento pubblico ai partiti. Il governo di Roma punta ad abrogare l'attuale sistema dei rimborsi elettorali - un finanziamento ai partiti mascherato - e ad introdurre dei meccanismi di sgravi o di incentivi fiscali per consentire ai cittadini, in un sistema di tracciabilità delle contribuzioni, di sostenere economicamente il proprio partito. Il decreto prevederà una soglia massima per le donazioni dei privati ed un sostegno da parte dello Stato. Il progetto dovrà passare le forche caudine del Parlamento, dove i sì e i no all'abrogazione attraversano trasversalmente tutte le forze politiche. Nel Partito della libertà, ad esempio, ha espresso dubbi Fabrizio Cicchitto così come nel Partito democratico, storicamente contrario ad una abrogazione totale, ma favorevole ad una revisione del sistema; uno dei maggiori fan dell'apertura al finanziamento privato è Matteo Renzi. Chi doveva esultare per l'abrogazione del finanziamento pubblico, cioè il M5S, ha reagito invece con freddezza. Beppe Grillo ha parlato "dell'ennesima presa per il culo pre-elettorale del pdmenoelle". ATS

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