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Italia: società radiologia contesta studio, mammografia salva vite
Redazione
13 anni fa

Non è vero che le mammografie non riducono la mortalità per tumore al seno, come affermato da un articolo pubblicato recentemente dal "British Medical Journal". A contestare i risultati dello studio canadese è il presidente della Società Italiana di Radiologia Medica (Sirm), Carlo Faletti. Nella nota, scritta insieme a Pietro Panizza, presidente della Sezione di Senologia della Sirm, e Francesco Sardanelli del Policlinico San Donato, si fa notare come lo studio si basa sui risultati di mammografie di 25 anni fa. "Senza polemizzare sulla qualità della mammografia di screening di alcuni studi canadesi del passato - scrivono - sarebbe come se volessimo discutere delle prestazioni, dei consumi e degli standard di sicurezza delle automobili attuali sulla base di quelle disponibili nei primi anni Novanta, ovvero basate sulla tecnologia degli anni Ottanta. Non ha senso, soprattutto se consideriamo che la mammografia nel frattempo è diventata digitale, riducendo la dose di radiazioni e consentendo un'analisi della mammella che aumenta la sensibilità diagnostica per i tumori e riduce la richiesta di approfondimenti diagnostici in assenza di malattia". In merito alle recenti polemiche sull'utilità o meno dei programmi di diagnosi precoce del cancro al seno, ad inizio mese l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ha ribadito l'importanza di tali "screening" per prevenire la diffusione di simili affezioni, pur ammettendo che bisogna innalzare la qualità di simili esami.

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