
Il presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano ha messo oggi la parola fine alla legislatura, cominciata con la vittoria del centrodestra di Silvio Berlusconi, e chiusasi con qualche settimana di anticipo con l'addio del governo dei tecnici. Le elezioni legislative si terranno il 24 di febbraio. Intanto Mario Monti riflette su una possibile candidatura. "La strada era segnata", ha spiegato il presidente Napolitano rispondendo alle domande dei giornalisti. Nessuno si aspettava scenari diversi dopo il ritiro della fiducia al governo Monti da parte del Partito della libertà (Pdl), l'8 dicembre alla Camera, e la conseguente decisione di Monti di dimettersi subito dopo l'approvazione della legge di stabilità. Il governo ha ufficialmente fissato le elezioni per il 24 e 25 febbraio. La prima riunione delle Camere è stata convocata per il 15 marzo. A quel punto Napolitano, ancora al Quirinale per gli ultimi due mesi del suo mandato, darà l'incarico di formare il nuovo governo al vincitore delle elezioni. Nel frattempo Mario Monti resta in carica per lo svolgimento degli affari correnti; ormai niente può rinviare una sua presa di posizione circa il suo futuro politico. Il Pdl, nelle consultazioni col presidente, ha chiesto che il premier resti "neutrale" mentre il Partito democratico (Pd), anch'esso freddo su una candidatura Monti, si è pronunciato per l'apertura di una nuova fase fatta di "politiche progressiste e riformiste". Domani Monti avrà una doppia occasione per fare chiarezza: la tradizionale conferenza stampa di fine anno e la trasmissione televisiva "In mezz'ora". Berlusconi, intanto, ha continuato il suo tour elettorale tra radio e televisioni lanciando bordate contro Monti. Questa volta il Cavaliere ha bocciato senza possibilità di appello l'operato del governo: "un disastro completo" è stato il suo bilancio dei 13 mesi di Monti. Secondo Berlusconi, il "Professore" non ha fatto nulla, "nessuna riforma se non riportare tasse". ATS
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