Italia: servirà il Green Pass per i ristoranti
La misura sarà valida dal 6 agosto. È quanto emerge dall’accordo trovato dalla cabina di regia con il premier Mario Draghi. Le discoteche dovrebbero restare chiuse, senza eccezioni. Speranza e Draghi: “Vaccinarsi, vaccinarsi, vaccinarsi”
di MMINO
Italia: servirà il Green Pass per i ristoranti

Il Green pass dal 6 agosto sarà necessario per entrare nei bar e ristoranti al chiuso, teatri, cinema e palestre. Cambiano anche i parametri che determinano restrizioni e variazioni di colori per le regioni, con la situazione degli ospedali che avrà maggior peso nelle decisioni del ministero della Salute. È infine confermata l’estensione dello stato di emergenza fino al prossimo 31 dicembre. È questo l’accordo trovato dalla cabina di regia con il premier Mario Draghi in corso a Palazzo Chigi. Il certificato verde sarà valido già solo con una dose o con test negativo entro le 48 ore.

“Italiani vaccinatevi”
“L’estate è già serena e vogliamo che rimanga tale. Il Green pass è una misura con i quali i cittadini possono continuare a svolgere attività con la garanzia di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose. E’ una misura che dà serenità, non che toglie serenità”. Lo dice il premier italiano Mario Draghi in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri. “L’economia va bene, si sta riprendendo e l’Italia cresce a un ritmo anche superiore a quello di altri Paesi europei. La variante Delta è anche più minacciosa di altre varianti”, ha ancora detto Mario Draghi. Gli italiani si vaccinino, devono proteggere se stessi e le loro famiglie. Questo l’appello del premier italiano, secondo il quale il Green pass non è un arbitrio ma una condizione per non chiudere le attività produttive.

Più spettatori ma niente discoteche
Aumenta il numero di spettatori ammessi per cinema e teatro, sia al chiuso che all’aperto. In zona gialla si entrerà a cinema e teatro con Green pass, mascherina e distanziamento, ma gli spettatori potranno salire all’aperto dagli attuali 1000 fino a un massimo di 2500 e al chiuso da 500 a 1000. In zona bianca, dove ora sono fissati limiti di capienza, viene fissato un tetto all’aperto di 5000 persone e al chiuso di 2500 persone. Non ripartiranno le discoteche, con i gestori ora nuovamente in protesta. Ma, è stato annunciato, arriveranno 20 milioni per le attività chiuse causa Covid, fondi che andranno in particolare proprio alle discoteche: sul provvedimento - ha garantito Draghi - c’è accordo pieno in Consiglio dei ministri (Cdm).

Soglie di ospedalizzazioni
Definite anche le soglie massime di ospedalizzazione che determineranno, più dell’incidenza, l’assegnazione dei colori alle regioni: sotto il 10% di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e sotto il 15% nei reparti ordinari si resta in zona bianca, oltre quella soglia si va in gialla. Sforando invece rispettivamente con il 20 e 30% si passa in arancione e con 30 e il 40% c’è la zona rossa. E’ stata anche confermata la proroga dello stato di emergenza, fino alla fine del 2021. Le prime indicazioni sui provvedimenti sono emerse dopo la cabina di regia riunita dall’Esecutivo. Poi il confronto con le Regioni, alle quali il Governo ha illustrato le linee generali del decreto prima che andasse in Cdm e da cui sono emersi i dubbi di vari presidenti.

I timori delle regioni
Alcuni governatori delle piccole regioni hanno espresso il timore che l’aggiornamento dei nuovi parametri possa esporli al rischio di passare in zone di colore più restrittive. Tra questi ci sono Tesei dell’Umbria e Lavevaz della Valle D’Aosta il quale, parlando di “inapplicabilità” degli indicatori, paventa il “rischio di ‘chiudere’ per soli due o tre pazienti positivi ricoverati nell’unico ospedale regionale”. Sui temi legati al green pass i governatori hanno invece chiesto di inviare quantitativi di vaccini adeguati all’eventuale aumento delle prenotazioni per le inoculazioni, spinte probabilmente dall’estensione del certificato verde. Un’inversione di tendenza nella somministrazione delle prime dosi si è già registrata negli ultimi giorni: sono infatti tornate sopra quota 100mila al giorno, con un livello massimo di oltre 120mila primi vaccini inoculati. Nell’arco della prima metà della settimana si è superata complessivamente la quota di oltre 400 mila prime dosi.

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