
È degenerata la protesta di alcune centinaia di tunisini che si stava svolgendo nei pressi del porto vecchio di Lampedusa. I manifestanti ssi sono scontrati con le forze dell'ordine che li hanno caricati e un gruppo di abitanti che protestano contro la presenza sull'isola dei migranti. I feriti sarebbero undici. Secondo le prime frammentarie informazioni alcuni migranti si sono impossessati di tre bombole di gas all'interno del vicino ristorante minacciando di farle esplodere. A questo punto le forze dell'ordine, in assetto anti sommossa, hanno caricato i manifestanti. Gli scontri hanno coinvolto anche alcuni abitanti dell'isola, che hanno dato vita a una fitta sassaiola nei confronti degli immigrati, che hanno risposto lanciando a loro volta pietre e suppellettili. Tra i feriti ci sono tre carabinieri e un poliziotto, contusi e con varie escoriazioni. Sette i tunisini portati nel poliambulatorio, uno di loro è in osservazione ma non è grave, gli altri hanno contusioni ed escoriazioni. Il tunisino più grave ma cosciente sarà trasferito in eliambulanza a Palermo. "Alle associazioni umanitarie dico: non vi permettete di accusare di razzismo i lampedusani, hanno dato fin troppo. Siamo in guerra, la gente a questo punto ha deciso di farsi giustizia da sola", ha detto il sindaco di Lampedusa, Dino De Rubeis, asserragliato nel suo ufficio mentre davanti il municipio ci sono decine di persone che protestano contro i tunisini. Il dirigente della scuola di Lampedusa, dopo avere consultato il sindaco, ha chiuso il portone e chiesto agli insegnanti di vigilare sugli alunni e al personale di controllare gli accessi. ATS
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