
A Roma doveva essere una giornata senz'acqua per molti quartieri, proprio per consentire dei lavori importanti della rete dei treni ad alta velocità (Tav) alla stazione Tiburtina. Invece è stato il giorno del fuoco, un incendio nel secondo scalo ferroviario della città, che è durato 15 ore e ha spaccato in due l'Italia in una domenica di luglio. Le fiamme, divampate verso le 4.00 per un problema elettrico, hanno raggiunto la sala operativa e invaso una palazzina di uffici e archivi degli anni '30, mandando in tilt il sistema ferroviario che punta tutto sull'alta velocità e la tecnologia. La paralisi dello scalo Tiburtina, con treni costretti a transitare a bassa velocità per l'assenza di segnali elettrici, ha avuto ripercussioni su tutta la rete ferroviaria. Ritardi di ore si sono avuti nei principali snodi della Tav e delle altre linee, con migliaia di passeggeri costretti ad attese estenuanti sotto le pensiline, a Milano, Genova, Bologna, Firenze e Napoli. "Il primo obiettivo è innalzare il livello del servizio, sia per le ferrovie regionali sia per la lunga percorrenza", ha detto nel tardo pomeriggio l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti, dopo un sopralluogo a Tiburtina. Rete Ferroviaria Italiana (Rfi) ha istituito una commissione d'inchiesta sull'incendio. Tra le possibili cause, la manomissione o asportazione "di cavi o di collegamenti in rame o alluminio che provocano anomali funzionamenti degli impianti, anche in tempi differiti rispetto al momento del danneggiamento", si legge in una nota. ATS
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