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Italia, Rigopiano: ex sindaco, da 2005 mai allerta valanghe
Redazione
9 anni fa

Penultimo giorno di interrogatori nell'ambito dell'inchiesta sul disastro dell'hotel Rigopiano di Farindola (Pescara), avvenuto il 18 gennaio scorso e costato la vita a 29 persone. Il primo a sfilare davanti ai magistrati, questa mattina in Procura a Pescara, è stato l'ex sindaco di Farindola, Antonio De Vico, indagato insieme ad altri esponenti del Comune in relazione all'attività omissiva legata alla mancata adozione del nuovo piano regolatore del Comune e alla mancata convocazione della commissione valanghe. "La commissione non si è più riunita dal 2005 - ha detto De Vico - perché non ci sono state più segnalazioni di allerta da parte della Forestale e della Prefettura, come invece avvenuto in passato". De Vico ha poi aggiunto che se fosse stato "al posto del giovane sindaco Lacchetta" avrebbe "valutato la chiusura delle strade", sottolineando che "spettava ai gestori del resort rinunciare ad una settimana di guadagni". Il resto della giornata è stato riservato agli interrogatori dei dipendenti e funzionari della Regione Abruzzo, indagati in concorso tra loro per l'omissione di atti che, a giudizio della Procura, avrebbero evitato il crollo colposo dell'albergo, e in particolare per la mancata realizzazione della Carta valanghe (Clpv). Sabatino Belmaggio, all'epoca responsabile dell'Ufficio rischio valanghe della Regione, è stato interrogato per quasi 4 ore. "Non era un dirigente, ma un addetto all'ufficio - ha osservato il suo avvocato - e muovergli delle contestazioni è un assurdo". Carlo Giovani, all'epoca a capo del Servizio prevenzione rischi di protezione civile della Regione, ha depositato una memoria difensiva nella quale si sostiene che "i problemi, per la realizzazione della Carta valanghe, sono stati le risorse limitate e che si optò per parcellizzare la mappa". Anche Vittorio Di Biase, direttore del Dipartimento opere pubbliche della Regione fino al 2015, ha consegnato una memoria difensiva, nella quale si afferma che l'indagato non aveva responsabilità di protezione civile". Non si conoscono particolari in merito all'interrogatorio di Pierluigi Caputi, direttore dei Lavori pubblici della Regione fino al 2014, mentre Emidio Rocco Primavera, attuale direttore del Dipartimento opere pubbliche, ha chiesto un differimento degli interrogatori tramite il suo legale.

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