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Italia: Renzi presenta squadra e vede Letta, non perdiamo tempo
Redazione
13 anni fa

Archiviati ieri sera i festeggiamenti per la vittoria, Matteo Renzi sbarca a Roma con tutta la responsabilità e l'urgenza di dimostrare che con lui il Partito democratico (Pd) cambia passo. In poche ore lima e presenta la nuova segreteria, con ben 7 donne, e soprattutto mette in chiaro, nel faccia a faccia con il premier Enrico Letta a Palazzo Chigi, che il suo obiettivo "non è far cadere il governo ma fare in modo che lavori". Con un'agenda stringente per il 2014, che abbia in cima la riforma della legge elettorale, i tagli dei costi della politica ed un piano per il lavoro. Il trionfo alle primarie, con percentuali che nelle regioni rosse supera anche il 70%, dà una forza enorme al neoleader, riuscito a spazzare via la vecchia guardia del partito. Ma il sindaco di Firenze si mostra attento a non peccare di arroganza: ringrazia e vuole al suo fianco in conferenza stampa il segretario uscente Guglielmo Epifani. E soprattutto, nella composizione della segreteria, lancia un ramoscello di ulivo ai rivali, proponendo sia a Gianni Cuperlo sia a Pippo Civati di esprimere un nome nella nascente segreteria. Ma l'ex diessino rifiuta, segnando di fatto uno spartiacque tra la nuova maggioranza e la minoranza dalemiana e bersaniana. Civati, invece, non si lascia sfuggire l'occasione e indica l'economista Filippo Taddei per il ruolo di responsabile economico in una segreteria di trentenni, dove la figura chiave è Luca Lotti, braccio destro del sindaco, che sarà di fatto il vicesegretario. Pur ricevendo un niet dall'ex sfidante, il sindaco non ha però timori per l'unità del partito, pur consapevole che dentro i gruppi parlamentari e l'assemblea ci sarà da discutere eccome. "Non sono preoccupato che ci siano tensioni e bracci di ferro con i gruppi, si discuterà ma contano soprattutto i tempi, non c'è un minuto da perdere", garantisce il neoleader che domani, nella prima assemblea dei gruppi parlamentari, chiederà un sì o un no sull'agenda di priorità. In vista del voto di fiducia al governo di mercoledì che, garantisce Renzi, è scontata, "non è all'ordine del giorno". La road map è la stessa che il rottamatore ha discusso per oltre un'ora con il premier Enrico Letta in un incontro descritto come disteso e "fruttuoso". In cima alla lista di urgenze, termine che il sindaco di Firenze ripete più volte nella prima conferenza stampa da capo del Pd, c'è la riforma della legge elettorale dopo che la decisione della Consulta ha spuntato le armi di chi, anche tra i renziani, non escludeva le urne a primavera. Così come guarda al 2014, senza voler dunque mettere i bastoni tra le ruote al governo sulla legge di stabilità, la piattaforma economica del neoleader, convinto che, con una spending review incisiva, si possano drenare subito risorse per il lavoro e l'economia.

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