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Estero
Italia: più di mille migranti in salvo
Redazione
12 anni fa
Ma non è finita qui: nasce addirittura un bebè a bordo

È continuato senza sosta, nei giorni di Natale, il soccorso ai migranti nel Canale di Sicilia, umanità disperata in fuga da guerre e fame, in balia di trafficanti senza scrupoli, del mare battuto dal vento e dal freddo mordente. Sono oltre mille le persone alle quali è stato prestato soccorso a sud di Lampedusa e che sono state trasbordate sulle navi della Marina militare, impegnate nel dispositivo di vigilanza e sicurezza marittima, che hanno prestato la prima assistenza a uomini, donne, bambini, e li hanno portati a terra. In particolare, in 865 sono arrivati nel porto di Messina, e in 364 in quello di Pozzallo, nel ragusano. Tra le tante 'odissee', quella di una giovane nigeriana che ha partorito un bimbo sulla nave Etna. Un altro migrante con sintomi della malaria e della Tbc, è stato messo in isolamento, in attesa di essere trasferito in una struttura sanitaria attrezzata a curarlo non appena la diagnosi sarà certa. In cinque, invece, non sono sopravvissuti alla traversata maledetta. Per loro non c'è stato nulla da fare. Sono stati recuperati già morti e le salme composte a bordo. Una delle vittime, un uomo giovane, in base ai primi accertamenti, sarebbe morto per asfissia provocata da inalazione di idrocarburi. Due uomini sono stati ricoverati per ustioni all'ospedale di Modica. Dall'antivigilia a Santo Stefano, con impegno incessante, sono state impegnate la corvetta Driade che ha recuperato 223 migranti, tutti uomini; Nave Etna che ha raccolto almeno 363 migranti in diversi soccorsi e con il contributo di unità mercantili e delle Capitanerie di Porto; il pattugliatore Orione ha preso a bordo 440 migranti e quattro delle cinque salme. Il neonato venuto alla luce sulla nave Etna è stato battezzato in navigazione col nome di Testimony Salvatore. A fargli da padrino è stato il comandante, davanti a tutto l'equipaggio. Mamma Kate, ha 28 anni, sta bene e ha con lei anche Destiny, la figlia di 15 mesi. "Siamo partiti il 23 dicembre dalla Libia, mentre mio marito e gli altri due figli di dieci e sei anni sono rimasti in Algeria - ha raccontato la donna - Siamo tutti nigeriani. Sono felice della nascita di mio figlio: ho avuto paura ma tutto è andato bene".

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