
"Entro la prossima primavera il governo italiano presenterà un Piano energetico nazionale" che prevedrà anche "l'avvio del nucleare". Lo ha annunciato oggi a Rovigo il premier Silvio Berlusconi, spiegando che il Piano si baserà "sulla diversificazione delle fonti, l'avvio del nucleare e le energie rinnovabili" e consentirà al Paese di riportare "i costi energetici allo stesso livello delle altre imprese e famiglie europee". "Abbiamo voglia di recuperare il tempo perso da chi ci ha preceduto", ha aggiunto Berlusconi parlando di nucleare e spiegando di avere avuto ottimi colloqui con "Gordon Brown e Nicolas Sarkozy con i quali abbiamo stretto una collaborazione per poter disporre del know-how per costruire entro pochi anni in Italia e all'estero" impianti di produzione di terza generazione. "Dobbiamo superare una negatività tutta italiana", ha aggiunto il premier riferendosi non solo agli alti costi energetici sopportati dalle famiglie italiane rispetto ai partner - ma anche alla composizione del mix di fonti produttive che vede ad esempio in Francia l'85% dell'elettricità provenire dal nucleare. "Noi paghiamo il 35% in più di bollette e pur essendo il paese di Enrico Fermi, quello che ha scoperto l'atomo, siamo a zero" sul fronte del contributo nucleare alla produzione elettrica. "Abbiamo voglia di recuperare il tempo perso" ha aggiunto spiegando che per quanto riguarda il piano energetico, annunciato per la prossima primavera, si tratta di tornare a fare programmazione: "Negli ultimi venti anni non l'abbiamo mai fatto" e tra fonti ed energia direttamente importata dall'estero dipendiamo troppo da oltrefrontiera. Berlusconi ha quindi ribadito che punti centrali del nuovo piano energetico saranno la diversificazione delle fonti di approvvigionamento - la cui mancanza ci ha portato a "rischi blackout - per dare al paese maggior sicurezza, l'avvio del nucleare e lo sviluppo di fonti rinnovabili. Una strategia che punterà - ha ribadito ancora - a riportare "l'Italia, per quanto riguarda i costi energetici, sullo stesso livello delle altre famiglie e imprese europee". ATS
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