
Con una media di quasi 84 al giorno - circa 3,5 ogni ora – i reati ambientali in Italia nel 2021 hanno toccato quota 30'590. Lo riporta Legambiente, che nell’ultimo rapporto “Ecomafia 2022” sottolinea come questo dato sia preoccupante e di come continui a restare alto nonostante la flessione del 12,3% rispetto al 2020. Reati che, sempre secondo Legambiente, sarebbero agevolati dalla corruzione: da settembre 2021 a luglio 2022 sono state censite 115 inchieste, con 664 persone arrestate, 709 persone denunciate e 199 sequestri.
Gli ecoreati del 2021
In testa alla classifica delle filiere non autorizzate legate agli illeciti ambientali troviamo il ciclo illegale del cemento, con 9'490 reati (pari al 31% del totale). Questo è seguito da quello dei rifiuti, pari a 8'473 reati, ben 287 arresti (+25,9% rispetto al 2020) e 3'745 sequestri (+15%). Anche il patrimonio boschivo è stato toccato dall’impennata di reati: 5'385 tra incendi colposi, dolosi e generici (+27,2%), con una superficie di oltre 159mila ettari colpita dai roghi (+154,8%). Coinvolto anche il patrimonio culturale, colpito dall’aumento dei furti di opere d’arte, arrivati a quota 603 (+20,4%).
Traffico illecito di rifiuti
Legambiente durante il 2021 ha anche monitorato le inchieste contro i traffici illeciti di rifiuti: rispetto alle 27 del 2020, lo scorso anno queste sono state 38. Per quanto riguarda i primi sette mesi del 2022, queste sono arrivate a quota 17. I quantitativi di rifiuti sequestrati hanno superato i 2,3 milioni di tonnellate, equivalenti a 94'537 tir: "messi su strada", stima il rapporto, "uno dietro l'altro, formerebbero un serpentone di 1.286 chilometri, che da Reggio Calabria potrebbe spingersi al confine con la Svizzera".
Settore agroalimentare
Spostando la lente sulle inchieste legate al settore agroalimentare, i controlli effettuati sono stati 640'195. Nel rapporto si sottolinea inoltre come tra i nuovi interessi delle Ecomafie ci sia il traffico illecito degli oli vegetali esausti: stando a quanto stimato dal Conoe (Consorzio nazionale raccolta e trattamento oli e grassi vegetali ed animali esausti) sono ben 15mila le tonnellate che all'anno sfuggano alla raccolta e al trattamento dei certificati dei consorzi.
Regioni maggiormente coinvolte
A livello provinciale, nel 2021 Roma ha scalzato Napoli dalla prima posizione di questa triste classifica, rispettivamente con 1'196 e 1'058 illeciti. Superata anche Cosenza, dove i reati sono stati 1'060. Campania, Puglia, Calabria e Sicilia sono le quattro Regioni che tradizionalmente hanno la maggior presenza mafiosa, a cui si aggiunge di conseguenza il maggior impatto di ecocriminalità e corruzione. Secondo il rapporto, è proprio in questa zona della vicina penisola che si concentra il 43,8% dei reati accertati, il 33,2% degli illeciti amministrativi e il 51,3% delle inchieste per corruzione ambientale sul totale nazionale. Tra le regioni del Nord la Lombardia si conferma invece quella con il maggior numero di illeciti ambientali: 1’821 reati, pari al 6% del totale nazionale e con 33 arresti. A crescere ci sono anche i reati accertati in Liguria, che nel 2021 sono stati 1’228, arrivando al nono posto.

