
La scorsa notte, le fiamme hanno quasi interamente distrutto Città della Scienza di Napoli. Era un museo interattivo tra i più apprezzati al mondo, ma era anche altro: una speranza di riscatto riuscita. Il sindaco Luigi De Magistris, lo dice senza riserve: "Mi sembra che dietro le fiamme ci sia una mano criminale". E poi aggiunge: "Napoli è sotto attacco". Lo stesso presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha espresso "grande rammarico" sottolineando la necessità di "colmare un grande vuoto". E l'Unione europea - per voce del commissario per le Politiche regionali Johannes Hahn - si dice pronta a valutare il cofinanziamento per la ricostruzione. Il sospetto che ci sia il dolo dietro la distruzione della Città della Scienza è scattato subito. Le modalità con cui è divampato l'incendio che ha distrutto Città della Scienza e il luogo in cui si trova la struttura inducono gli inquirenti ad esaminare con attenzione l'ipotesi di un attentato al quale non è estranea la criminalità organizzata. Al momento, a quanto si è appreso, non è stato trovato alcun indizio certo che l'incendio sia stato appiccato, ma alcune fotografie postate da testimoni sui social network lascerebbero pensare che le fiamme siano divampate contemporaneamente in più punti. In queste ore vengono compiuti ulteriori rilievi nell'area coinvolta, oltre 12'000 m2, per cercare tracce di liquido "accelerante" prima che cada la pioggia, prevista abbondante per le prossime ore. Viene escluso, al momento, un nesso con l'esistenza di una polizza assicurativa contratta da Città della Scienza come pure con la crisi economica che da 11 mesi impediva il pagamento degli stipendi. ATS
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