
"La terminologia usata nei post evidenzia una marcata forma di criminalizzazione dell'immigrato, con inni alla razza pura. Le conseguenti discussioni istigano il ricorso ad azioni violente da compiere contro 'i diversamente puri'. In tale contesto viene condivisa l'eventuale messa in atto di azioni violente contro lo Stato e l'allora Ministro all'Integrazione Cécile Kyenge". È quanto si legge nell'ordinanza firmata dal giudice per le indagini preliminari (gip) Romano Gargarella in riferimento alle chat del gruppo di neofascisti sgominato oggi dai carabinieri. Sgozzare, mandare a fuoco, violentare e sangue: sono questi - come si legge nell'ordinanza - i termini usati nei post. Oltre all'esaltazione dei forni crematori di Hitler e del razzismo più sfrenato. In un altro post il capo del gruppo Stefano Manni scrive "negroide non lamentarti, prossimamente arriverà piombo, non banane". Non mancano ovviamente i riferimenti agli ebrei con scritti del genere "Per la nostra razza, presente!", o "Per la difesa della razza, io ci sono", "la razza non è aria: è sangue", "ci sono! dobbiamo rare in fretta. Questi parassiti ci stanno spolpando e eliminando".
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