
È salito a 17 il numero delle vittime accertate fino ad ora, a causa del violento nubifragio che si è abbattuto la notte scorsa nel Messinese. Lo ha comunicato l'unità di crisi istituita presso la Prefettura di Messina. Il numero più alto di vittime, in base a questo bilancio ancora provvisorio, si registra a Scaletta Zanclea, con dieci morti; altri sei cadaveri sono stati recuperati fino ad ora a Giampilieri superiore, mentre una donna è morta nel crollo del tetto della sua abitazione a Briga. Da Briga Marina a Scaletta Zanclea tutta la fascia a ridosso del mare è stata investita da una colata di fango dopo il nubifragio di ieri sera. Per i soccorritori ci sono grosse difficoltà a raggiungere le zone più colpite. La statale 114, l'Orientale Sicula che da Messina porta a Taormina, è stata invasa da montagne di detriti, fango, fiumi d'acqua. Il traffico è andato in tilt con i mezzi di soccorso in parte bloccati. Le stradine e i ponti che dalle frazioni messinesi lungo la costa portano sulle colline sono ostruite da frane. Interi costoni di terra si sono staccati dalle montagnole che si affacciano sulla statale travolgendo tutto ciò che incontravano. Le frane sono avvenute solo nelle zone disboscate o in cui gli alberi sono stati distrutti da incendi. Alcuni testimoni hanno riferito che a Scaletta Zanclea, uno dei paesi più colpiti, vi sarebbero ancora persone sepolte. Intanto diversi cadaveri sono già stati estratti dal fango. I soccorritori stanno scavando con le mani e mezzi di fortuna perché le ruspe non riescono ad arrivare nel paese. Anche la linea ferroviaria è stata completamente divelta: dove c'erano i binari ora ci sono massi grossi tre metri, pezzi di cemento armato e alberi. A Scaletta Marea il fango ha invaso circa 700 metri del paese. Vi sono anche delle abitazioni che sono crollate e i soccorritori scavano a mani nude nel fango. In alcune località le entrate di diverse case sono ostruite da colline di detriti alte anche tre metri. Intanto la Procura della Repubblica di Messina ha aperto un'inchiesta, allo stato conoscitiva e senza indagati, sulla "tragiche conseguenze" del nubifragio della notte scorsa. Il reato ipotizzato è di disastro colposo. Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianfranco Miccichè, ha affermato che "già lo scorso inverno, in occasione delle forti precipitazioni abbattutesi sulla provincia di Messina, avevamo segnalato la criticità della situazione. Purtroppo ci si rende conto dello stato nel quale sono le infrastrutture siciliane solo in occasione di tragedie come quella avvenuta in queste ore". ATS
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