
L’Italia si chiude di nuovo e anche la seconda Pasqua sarà blindata. Lo ha deciso il governo di Mario Draghi di fronte all’impennata dei contagi e al rischio di saturazione degli ospedali, varando un decreto legge le cui misure dureranno da lunedì, 15 marzo, al 6 aprile (ad eccezione di due comuni piemontesi, Boves e Borgo San Dalmazzo, dove il lockdown scatta domani alle 19). Poche le deroghe alle restrizioni - tra cui una visita al giorno ai parenti - che metteranno di nuovo alla prova le attività economiche; tanto che Regioni e Comuni, pur non discutendo il decreto, chiedono ristori immediati per evitare pesanti conseguenze sociali.
Le Regioni solo rosse o arancioni
Con le ordinanze del ministro della Salute passano in area rossa Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Veneto e la Provincia autonoma di Trento, che si aggiungono a Campania e Molise. La Regione Piemonte, in base all’ordinanza regionale emessa questa sera, ha anticipa a domenica 14 marzo la chiusura dei mercati, ad eccezione dei banchi di generi alimentari, fiori e prodotti agricoli. Tutte le altre Regioni saranno arancioni per gli effetti del decreto, che annulla il giallo per tutta la sua durata. Resta in bilico la Basilica sulla quale è in corso una verifica dei dati da parte del ministero, mentre la Sardegna resta in area bianca.
Impennata di contagi
Il nuovo esecutivo ha varato la stretta in una giornata in cui i positivi sfiorano i 27mila e le vittime sono ancora un numero impressionante, 380, con gli infettati dal coronavirus registrati che tornano a superare il mezzo milione di persone. Due mesi di varianti hanno portato la curva a impennarsi e la stretta si propone di mitigare l’epidemia e favorire la campagna vaccinale di massa.
Tutta Italia in rosso a Pasqua
Nei giorni di Pasqua e Pasquetta e il sabato precedente - cioè nei giorni del 3, 4 e 5 aprile - l’Italia sarà tutta in zona rossa. Fino al 2 aprile e di nuovo il 6 aprile tutte le (poche) regioni gialle passeranno automaticamente in arancione.
Nuovi fattori per far scattare il lockdown
D’ora in avanti per la proclamazione del lockdown regionale si considererà non solo l’Rt (indice di trasmissibilità) superiore a 1,25 (è ora superiore a 1 in 16 regioni), ma anche il superamento della soglia di 250 casi settimanali su 100 mila abitanti. La zona rossa scatterà automaticamente. I governatori avranno invece la facoltà di varare misure restrittive del massimo grado a livello sub-regionale o sub-provinciale.
Il dialogo tra gli Enti
Le misure sono state di nuovo discusse con le Regioni e gli Enti locali prima del Consiglio dei ministri, un metodo dialogante su cui Draghi insiste, così come sul dibattito parlamentare che lo strumento del decreto permette, dovendo essere convertito in legge dalle Camere entro 60 giorni. Il premier sottolinea che “senza collaborazione si perde entusiasmo in questa battaglia che è collettiva”. “Le scelte del governo sono condivisibili vista la velocità di diffusione del virus - commenta il presidente della Conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini -, ma occorre un’accelerazione nelle misure di sostegno, per fare in modo che la pandemia non comporti risvolti sociali ed economici gravi”.
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