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Italia: in Emilia-Romagna reddito di solidarietà è legge
Redazione
10 anni fa

Un sostegno a chi economicamente è più in difficoltà. Un aiuto concreto per le persone e per i nuclei familiari che stanno peggio. È nato con questo obiettivo il reddito di solidarietà approvato dall'assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna. Fino a un massimo di 400 euro al mese per un anno grazie alla norma - la prima del suo genere in Italia - proposta dalla maggioranza Sel e Pd (primi firmatari i rispettivi capigruppo, Igor Taruffi e Stefano Caliandro) e approvata con i voti dei due gruppi, l'astensione del M5s, il voto contrario di Lega Nord e Forza Italia mentre Fratelli d'Italia e Altra Emilia-Romagna erano assenti. Lo strumento (dati Università di Modena e Reggio Emilia dell'ottobre 2016) potrebbe interessare 80'000 persone, corrispondenti a circa 35'000 nuclei familiari in condizione di grave povertà. Famiglie composte soprattutto da giovani coppie con tre o più figli a carico, single, anziani con bassissimo reddito (quasi il 2% dei nuclei residenti). Al reddito di solidarietà sono stati destinati 35 milioni stanziati dalla Giunta che si aggiungono ai 37 che lo Stato ha erogato all'Emilia-Romagna per il Sostegno all'inclusione attiva (Sia) misura che il Reddito di solidarietà regionale (Res) affiancherà e integrerà. Il Res, infatti, amplia la platea dei potenziali fruitori (il Sia è previsto per i nuclei familiari con un minore, o un figlio disabile, o una donna in stato di gravidanza) a qualsiasi tipo di nucleo anche composto da una sola persona. L'accesso al Res dovrà essere accompagnato da un progetto di attivazione sociale e inserimento lavorativo.

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