
C’è chi vince, c’è chi perde e chi pareggia. Poi ci sono loro. Gli sconfitti, i trombati. Quelli che in questo minestrone elettorale sono rimasti fuori. Dal parlamento. Iniziamo con l’escluso illustre se non altro perché da oltre vent’anni, era presente nella vita politica italiana. Stiamo parlando del leader di Futuro e Libertà Gianfranco Fini. L’ormai ex presidente delle Camera ha infatti ottenuto una manciata di voti nella colazione di Monti, non riuscendo ad ottenere piu dello 0,5% a livello nazionale. Tra gli sconfitti anche se per un pelo ha salvato la poltrona figura anche l’UDC. Pierferdinando Casini come detto siederà in Parlamento ma rischia di non trovare nessun altro centrista. Le elezioni hanno poi sancito la fine dei giustizialisti Ingroia e Antonio Di Pietro. Niente 4% la rivoluzione, cosi è chiamato il partito dell’ex pm candidato l’hanno fatta dunque le urne. Fuori poi anche Rocco Buttiglione e tra i Montiani anche il direttore del Tempo Mario Sechi. Non è riuscito a fermare il suo declino anche Oscar Giannino, il suo movimento sfiora solo l’1%, un flop annunciato dopo le bufale raccontate sulle lauree e sulla partecipazione allo Zecchino d’oro. Perdono infine anche i sondaggi che a conti fatti non ne hanno azzeccata una. Alessandro Cocca
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