
Quasi mille schede bianche nelle prime votazioni per eleggere i presidenti di Senato e Camera in Italia: 590 a Montecitorio, 312 a Palazzo Madama. Il resto sono voti nulli o dispersi. Nel pomeriggio la seconda votazione, ma non si prevede un esito diverso. È l'immagine di un parlamento bloccato già alla prima seduta dai veti incrociati tra i partiti che hanno vinto le elezioni. Il MoVimento 5 Stelle (M5S) - che è il primo partito, ma non ha la maggioranza - rivendica la presidenza di Montecitorio per far partire il cambiamento chiesto dagli elettori pentastellati, ma non vuole discuterla con il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi né votare al Senato il candidato del centrodestra, Paolo Romani, perché condannato in attesa della Cassazione. Il centrodestra - che è la prima coalizione, ma non ha i voti per essere autonoma - concederebbe Montecitorio ai Cinquestelle solo a patto che riconoscano la leadership di Berlusconi e votino Romani. Il Pd per ora sta alla finestra.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

