
Con i comizi di chiusura che si stanno svolgendo un po' in tutta Italia, termina oggi la campagna elettorale in tutti i comuni - sono 67 - che non sono riusciti a proclamare il sindaco al primo turno, il 26 e 27 maggio scorsi. Domenica e lunedì, infatti, si sfideranno per il turno di ballottaggio i candidati a sindaco in 67 comuni, di cui 11 capoluoghi di provincia: Ancona, Avellino, Barletta, Brescia, Iglesias, Imperia, Lodi, Roma, Siena, Treviso e Viterbo. Il centrosinistra parte in vantaggio in tutti i comuni capoluogo, anche in quelli storicamente più legati al centrodestra, come Imperia. Il Movimento 5 Stelle è invece riuscito ad andare al ballottaggio soltanto in tre comuni inferiori ai 15'000 abitanti: Pomezia (Roma), Assemini (Cagliari) e Martellago (Venezia). Se la sfida principale sarà quella di Roma, tutte le partite sono importanti e ancora praticamente aperte. Il Pd, che due settimane fa ha vinto a Isernia, Massa, Pisa, Sondrio e Vicenza, ora spera di fare en plein, anche per i risvolti che il voto potrebbe in qualche modo avere sugli equilibri politici nazionali. Non a caso, oggi il segretario Pd Guglielmo Epifani, durante un incontro a Lodi a sostegno del candidato sindaco Simone Uggetti, ha detto: "se vinciamo le elezioni risaliremo e il centrodestra abbasserà un po' le penne". L'ambizione sarebbe riconquistare la capitale, da cinque anni nelle mani del sindaco Pdl Gianni Alemanno e dove, da domani a mercoledì, si preannunciano corse ridotte per gli autobus dal momento che oltre 1'000 dipendenti dell'Atac, tra cui 850 autisti, saranno impegnati ai seggi. A Roma la sfida forse più difficile è battere l'astensionismo, visto che 15 giorni fa, quando il candidato di centrosinistra, Ignazio Marino, conquistò il 43% delle preferenze e Alemanno si fermò al 30,3%, quasi un romano su due scelse di non andare a votare. Sfida sul filo di lana a Brescia, dove il sindaco uscente, di centrodestra, Adriano Paroli, al 38% di preferenze al primo turno, dovrà vedersela con Emilio Del Bono, sostenuto dal Pd, al 38,06%. A Treviso il "sindaco sceriffo" Giancarlo Gentilini, sostenuto dalla Lega e dal Pdl, già due volte primo cittadino e poi due volte vice, si è inaspettatamente fermato, al primo turno, al 34,82%, contro il 42,53% di Giovanni Manildo, sostenuto da Pd e Sel. Se dovesse perdere, per la Lega sarebbe un brutto colpo. Siena, storica roccaforte del centrosinistra, vede Bruno Valentini, sostenuto da Pd e Sel, al 39,54%; lo tallona Eugenio Neri, sostenuto dal centrodestra, al 23,37%. Nella cittadina del Palio è evidente l'influenza che ha avuto lo scandalo Monte Dei Paschi. Al voto sono chiamati quasi 4 milioni di italiani. Da stasera a mezzanotte, scatta il cosiddetto "silenzio elettorale", che durerà per le giornate di domani, domenica e lunedì, ovvero il divieto di effettuare comizi, riunioni di propaganda elettorale in luoghi pubblici o aperti al pubblico, nuova affissione di stampati, giornali murali e di manifesti di propaganda elettorale, diffusione di trasmissioni radiotelevisive di propaganda elettorale. Sempre domenica e lunedì si voterà anche in Sicilia per il primo turno per le elezioni comunali che interesseranno 142 comuni, di cui quattro capoluoghi di provincia: Catania, Messina, Ragusa e Siracusa. Complessivamente, dunque, il voto riguarderà 209 comuni. In Sicilia le sfide più importanti sono quelle di Messina e Catania ma politicamente rilevante sarà vedere la tenuta del Movimento 5 Stelle. Non a caso, oggi il governatore dell'isola, Rosario Crocetta (Pd), si è augurato che "tenga il Movimento 5 stelle" che in Sicilia, ha ricordato, "si è assunto delle responsabilità" e "favorisce un quadro politico più avanzato". ATS
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

