
In Italia va in porto l'operazione rimborso debiti della pubblica amministrazione (Pa). Il governo ha sbloccato 40 miliardi di euro per dare ossigeno alle imprese, assicurando comunque il rispetto del tetto del 3% per il rapporto deficit/pil. Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri allenta il Patto di stabilità interno, sbloccando 14 miliardi di cassa già disponibile, e crea un fondo da 26 miliardi per assicurare l'intero ammontare previsto. Saranno pagate prima le imprese, già a a partire da lunedì, e poi le banche, con emissioni ad hoc di titoli di Stato. "È giunto il momento di voltare pagina", dice il premier Mario Monti, presentando il decreto appena approvato. Si volta pagina, spiega, di fronte a "una situazione inaccettabile, e a lungo accettata" come quella delle fatture non pagate dalla Pubblica amministrazione. Un modo "per mettere sotto il tappeto un po' di debito", per dirla con il ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera. Ma il presidente del Consiglio circoscrive la svolta a questo provvedimento e rivendica fino in fondo l'impostazione della sua politica economica. "Nessuna inversione di rotta", nel senso di minore rigore dei conti e di un aumento delle spese in deficit, spiega, facendo riferimento, contestandone il contenuto ma senza mai citare l'autore, a un articolo de l'Unità del 3 aprile scorso, intitolato 'Politica economica, finalmente si cambia rotta', a firma del responsabile economico del Pd Stefano Fassina. Monti, in sostanza, torna a ribadire la necessità di tenere insieme rigore e sostegno alla crescita "sciogliendo le briglie punitive", come nel caso dei debiti Pa, ma "senza fare nuova spesa". Il Governo, ricorda il presidente del Consiglio, "è stato duramente criticato" da forze politiche che "hanno creato il fenomeno" dell'accumularsi dei debiti della Pa. "Ci è arrivato l'invito a pagare di più, a pagare tutto, da chi ha creato il dramma di una non seria gestione della finanza pubblica, sacrificando le imprese e non pagando", spiega. Per poi aggiungere: "se avessimo pagato nell'autunno scorso" i debiti della Pa "saremmo andati fuori dalle soglie Ue, certamente saremmo andati sopra il 3%" del rapporto deficit/pil. E invece quell'obiettivo è imprescindibile. E spetterà al prossimo governo gestire i ristretti margini per il 2013, visto che il decreto per i debiti della Pa porta il deficit al 2,9%, proprio a ridosso della soglia sensibile. "C'è la fondata aspettativa che a maggio l'Italia possa uscire dalla procedura di infrazione" della Ue rispetto al deficit eccessivo, rivendica Monti, guardando proprio al prossimo governo, che si augura possa operare "con la procedura Ue per disavanzo eccessivo chiusa e certe pecche del passato ripulite". Ora, inizia il percorso parlamentare del provvedimento, atteso all'esame delle due commissioni speciali di Camera e Senato. E il premier confida in un esame "adeguato e scorrevole", grazie a "una intensa collaborazione con il Parlamento, con il massimo impegno del governo". Si tratta di una "situazione istituzionale nuova" ma "siamo fiduciosi che l'importanza che il Parlamento ha dimostrato di affidare a questo provvedimento e il nostro impegno possano consentire un adeguato e scorrevole esame in Parlamento", ribadisce. ATS
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