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Italia: dal Pd sì a Bersani, no piani B; altri non sono in grado
Redazione
13 anni fa

Sul sentiero stretto e costellato di "forsennati sbarramenti" per creare un governo di minoranza, Pier Luigi Bersani non è solo. Almeno non per ora. Il Partito democratico (Pd), con un solo astenuto, dà al segretario il mandato per andare avanti sulla proposta di otto punti per stanare, anche con una consultazione via web, il M5s. "Non ho sentito piani B", tira il fiato, dopo otto ore di direzione, il leader che, tornando ad escludere governissimi con il Popolo delle libertà (Pdl), è attento a ribadire il rispetto per il Colle pur evidenziando che non ci sono molte alternative perché "gli altri non offrono di meglio". Era tempo che al terzo piano del Nazareno non si vedeva il pienone delle grandi occasioni: anche i neoparlamentari sono accorsi e sono più di 50 gli iscritti a parlare. Gli unici due big che rinunciano a prendere la parola, e forse non è un caso la comune scelta, sono Matteo Renzi, che come altre volte lascia la riunione dopo la relazione del segretario e, qualche ora dopo, Walter Veltroni. Bersani, però, non è uno che si offende e alla fine, più che alle assenze, dà peso ai consensi al suo piano di governo. Appoggio che già in serata gli consentirà di chiamare il presidente della Repubblica per illustrargli il programma con cui cercare di costruire un governo di scopo. "Il colpo per un risultato deludente c'è stato, non credo sia assolutorio dire che c'eravamo accorti del problema", ammette il candidato premier che, a questo punto, pensava di essere arrivato a Palazzo Chigi e non alla ricerca di una difficilissima soluzione. ATS

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