
La procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per il senatore Alberto Tedesco, ex assessore alla sanità pugliese, e per un'altra quarantina di persone. Si tratta della prima delle tre inchieste a carico di Tedesco che portò alla richiesta di arresto (respinta dal Senato) per l'ex assessore della giunta guidata da Nichi Vendola. A Tedesco - a quanto è dato sapere - vengono contestati i reati di associazione per delinquere, illecito finanziamento pubblico ai partiti, concussione (anche tentata), abuso d'ufficio, turbativa d'asta, rivelazione del segreto d'ufficio, corruzione e falso. Nell'inchiesta - che sta per essere trasmessa al giudice per la fissazione dell'udienza preliminare - sono coinvolti anche l'ex direttrice generale della Azienda sanitaria locale (Asl) di Bari Lea Cosentino, soprannominata dai giornalisti 'Lady Asl', imprenditori, dirigenti di alcune Asl e di ospedali pubblici pugliesi, tre esponenti locali del Pd e l'ex braccio destro dell'allora assessore alla sanità, Mario Malcangi. A carico del senatore (che era Pd e ora è nel gruppo misto) sono in piedi altre due inchieste a Bari: una sugli accreditamenti delle strutture sanitarie private presso il Servizio sanitario regionale (nell'ambito della quale ieri è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini a 47 persone) e una relativa alla transazione da 45 milioni di euro tra Regione Puglia e ospedale ecclesiastico 'Miulli' di Acquaviva delle Fonti (Bari) nella quale è anche indagato anche il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola. ATS
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