
Nasce un nuovo partito, muoiono bipolarismo e Casa delle Libertà. E, paradossi della politica, é proprio Silvio Berlusconi, padre di entrambi, a sacrificare il frutto di tredici anni di lavoro in nome del rilancio della sua leadership. L'ex premier sceglie il tempio di Adriano, la stessa sala dove Walter Veltroni ha presentato il suo Pd, per spiegare l'annuncio shock di ieri. Il luogo è stato prenotato nella notte, a dimostrazione del fatto che quella di Berlusconi è stata una svolta improvvisa. Alla conferenza stampa il Cavaliere arriva teso, concentratissimo. Stringe un paio di mani, poi guadagna con passo deciso il podio. In platea siedono solo giornalisti, parlamentari e alcune decine di giovani di Forza Italia. L'ex premier inizia a parlare. Alle sue spalle campeggia un logo. E' provvisorio; il nome sarà scelto dai cittadini. I colori e la fascia tricolore ricordano il simbolo del 'Partito delle liberta'. Al momento, però, la scritta è un'altra: 'Popolo della libertà'. L'inizio è soft. "Abbiamo tutti - dice - la responsabilità di non disperdere in litigi e ripicche i milioni di firme raccolte". Il nuovo soggetto, aggiunge, si chiamerà "Popolo della libertà" o "Partito della libertà", a deciderlo saranno direttamente i cittadini. Il riferimento, ricorda, è il Partito popolare europeo. Ma non sarà una "fusione fredda come quella del Pd", quanto piuttosto una scelta "dal basso, dalla gente che a milioni" ha firmato nei gazebo di Forza Italia. Parla di "decisione sofferta", ma inevitabile perché voluta dagli italiani. Annuncia un "giro d'Italia" per ricevere suggerimenti dalla gente. Sottolinea che l'iniziativa "non è contro qualcuno", ma al contrario è fatta proprio per "spalancare le porte". Riconosce che nel centrodestra, dopo cinque anni di governo, ci sono state "divisioni" tali da impedirgli di convocare vertici della Cdl. Ed ora, scandisce consapevole di dare l'estrema unzione al sistema che ha contribuito a introdurre, "mi sono reso conto che il bipolarismo è, oggi in Italia, qualcosa che non può funzionare". Si deve dunque aprire al "dialogo" per considerare "un proporzionale non macchiavellico, ma puro; con un forte sbarramento". ATS
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