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Italia: attentato Brindisi, fermato, "ho fatto io la bomba"
Redazione
14 anni fa

"Sì, quella bomba l'ho fatta io da solo. L'ho pensata e l'ho costruita". È quanto avrebbe detto Giovanni Vantaggiato, il presunto autore dell'attentato di Brindisi del 19 maggio scorso, interrogato nella questura di Lecce. Il sessantottenne alternerebbe momenti di lucidità a periodi di confusione. L'uomo fermato "ha confessato durante l'interrogatorio la confessione non è soddisfacente, per cui le indagini comunque continueranno per completare il quadro investigativo", ha detto il procuratore di Lecce Cataldo Motta ai giornalisti. Il fermato, ha aggiunto Motta, avrebbe fabbricato da solo l'ordigno. "Non sappiamo se è l'uomo del video - ha concluso il procuratore della Dda di Lecce - non lo si può dire, fisicamente può essere compatibile". Quanto al movente "è uno degli aspetti - ha detto Motta - che non convince, non lo sa dire. Mentalmente sta bene. Ha ammesso la propria partecipazione ma per quanto riguarda il resto non è convincente". Secondo il sito del quotidiano "La Gazzetta del Mezzogiorno", una truffa da oltre 300'000 euro è una delle ipotesi che gli inquirenti stanno cercando di verificare per risalire al movente dell'attentato davanti alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi. Qualche settimana prima dell'attentato, si legge nel sito, era arrivato a conclusione al tribunale di Brindisi - che si trova proprio alle spalle della scuola - un processo che vedeva coinvolto come vittima il titolare del deposito carburanti di Copertino. L'uomo avrebbe subito una truffa di oltre 300'000 euro per una fornitura di carburante e si sarebbe sentito vittima di malagiustizia poiché il giudice non aveva condannato tutti gli imputati. La decisione di prendere di mira la scuola sarebbe stata dunque presa, ipotizza il quotidiano, per evitare le misure di sicurezza davanti al palazzo di Giustizia. ATS

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