
Un commando armato poco dopo le 15.00 ha assaltato un furgone della polizia penitenziaria a Gallarate (Varese) e ha liberato un detenuto 32enne condannato all'ergastolo nei pressi del tribunale dove era in programma un'udienza. Durante la sparatoria uno dei banditi è morto e due agenti sono rimasti feriti. Secondo una prima ricostruzione, il detenuto, a bordo di un mezzo della polizia penitenziaria con una scorta di quattro agenti, era stato trasportato dal carcere di Busto Arsizio al Tribunale di Gallarate, dove avrebbe dovuto partecipare a una udienza. All'arrivo la scorta è stata affrontata da due banditi giunti in auto che avevano preso in ostaggio un passante. C'è stata quindi una sparatoria tra i malviventi e gli agenti, durante la quale sono stati esplosi una trentina di colpi. Alla liberazione del detenuto avrebbero partecipato quattro persone. Una di queste - un fratello del detenuto, con una lunga lista di precedenti (estorsione, rapina, resistenza, armi, percosse, violenza privata) - è morto. Stando alla polizia di Varese i banditi avrebbero portato il ferito in casa della madre a Cuggiono, nel milanese, e lei lo ha portato, in fin di vita, in ospedale a Magenta, dove è deceduto. Nell'assalto hanno subito ferite anche due agenti di polizia, che sono stati ricoverati per accertamenti al pronto soccorso dell'ospedale di Gallarate. Uno di essi ha riportato un trauma cranico, l'altro ha dei problemi agli occhi perché i malviventi hanno usato uno spray urticante. Entrambi sono già stati dimessi. Vicino al tribunale la polizia ha trovato una seconda auto utilizzata dai banditi, con a bordo armi d'assalto. I carabinieri hanno disposto posti di blocco in tutta la provincia di Novara, in particolare al confine tra Piemonte e Lombardia. Il detenuto evaso, secondo quanto apprende l'ANSA, è Domenico Cutrì, che scontava una pena all'ergastolo per omicidio. L'uomo era stato condannato in appello per l'uccisione di un polacco di 22 anni, freddato a colpi di pistola nel 2006 a Trecate (Novara). Cutrì, secondo l'accusa, era al volante dell'auto da cui partirono gli spari che uccisero la vittima. Arrestato tre anni dopo, si è sempre professato innocente. La condanna in primo grado avvenne nel luglio 2011. Cutrì, sempre secondo l'accusa, fece eliminare il giovane perché riteneva che avesse fatto delle avances alla sua fidanzata.
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