
Mentre nei comuni del cratere a cavallo fra Marche e Umbria la terra continua a tremare, l'Italia chiede a Bruxelles di attivare il Fondo europeo di solidarietà. Per ora c'è solo la stima dei danni per il terremoto di agosto, che ha colpito più forte ad Accumuli, Amatrice e Arquata del Tronto. Si calcola siano sette miliardi di euro, compresi i costi per la prima parte della gestione dell'emergenza. La cifra figura già sul documento presentato alla Commissione, ma a questa somma si dovrà aggiungere la stima dei danni e i costi per la prima emergenza per il terremoto di fine ottobre che, tra gli altri disastri, ha ridotto in mille pezzi la cattedrale di Norcia. La stima è ancora in via di definizione. Ma è sulla base di queste due cifre che Bruxelles calcolerà quanto stanziare. La richiesta italiana sarà "trattata rapidamente, in modo da sostenere gli sforzi per la ricostruzione nel Paese", spiega Jakub Adamowicz, portavoce dell'esecutivo comunitario per le politiche di Coesione, che ricadono sotto la responsabilità di Corina Cretu. Il commissario Ue nelle settimane scorse aveva già espresso la sua solidarietà, annunciando anche un viaggio ad Amatrice, a dicembre. "L'Ue è pienamente solidale con autorità e cittadini", ribadisce infatti il portavoce. L'Italia - spiegano a Bruxelles - ha chiesto un pagamento anticipato. L'ammontare sarà calcolato in base alla valutazione preliminare della richiesta. Ma è presto per dire quando arriverà la decisione, non solo perché la domanda è stata appena presentata, ma anche perché - si fa presente - la stima dei danni è ancora provvisoria, visto che la seconda serie di scosse risale a fine ottobre, e i danni si stanno ancora contando. La ripartizione della richiesta da 7 miliardi e 56 milioni è stata illustrata dal Dipartimento della Protezione Civile: 4,9 miliardi si riferiscono ai danni relativi agli edifici privati e 350 milioni ai danni subiti dagli edifici pubblici. La stima dei danni subiti dal patrimonio culturale è pari a circa 542 milioni e sono oltre 532 milioni le spese affrontate per la gestione delle attività emergenziali finalizzate al soccorso e all'assistenza alla popolazione. Inoltre, il danno alle infrastrutture di viabilità ed alle reti dei servizi essenziali è pari a circa 732 milioni.
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