
Una violenta esplosione ha scosso questa mattina alle 10 locali il centro storico di Istanbul - la zona di Sultanahmet, che ospita le maggiori attrazioni turistiche della città come la nota Moschea Blu e il Topkapi Palace - provocando almeno dieci morti e 15 feriti. Tra le vittime, secondo i media nazionali rilanciati dalla Bild, ci sarebbero nove tedeschi, ma non ci sono conferme ufficiali. Il bilancio provvisorio dei morti è stato diffuso dall'ufficio del governatore di Istanbul, che non si è sbilanciato invece sulle cause dell'esplosione. Secondo i media, si tratterebbe di un attentato terroristico eseguito da un kamikaze, ma per il momento le autorità non si pronunciano, limitandosi a dire che le indagini "sulla causa dell'esplosione, sul tipo di esplosivo e sull'autore o gli autori sono in corso". Il primo ministro turco Ahmet Davutoglu ha convocato un vertice di emergenza su come gestire la situazione. Per il momento, come in altre occasioni simili, è stata imposta la censura ai media nazionali. Sempre questa mattina, è scoppiato un incendio in un hotel in un altro quartiere di Istanbul, a Maltepe. Secondo alcune testimonianze riportate dai media turchi, ci sarebbero persone intrappolate nell'edificio, ma non si hanno ancora notizie di un possibile collegamento con l'esplosione di Sultanahmet - avvenuta vicino all'obelisco di Teodosio - che ha portato alla chiusura dell'intero quartiere. Negli ultimi mesi ci sono stati attacchi sporadici da parte di estremisti di sinistra a Istanbul, mentre sono riprese le violenze tra le forze turche ed i curdi del Pkk - soprattutto nel sudest del Paese - dopo la rottura del cessate il fuoco. La Turchia è stata anche colpita dagli attacchi dell'Isis: due esplosioni provocate da kamikaze ad Ankara hanno ucciso oltre 100 persone lo scorso ottobre e oltre 30 persone sono state uccise vicino al confine con la Siria in luglio.
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