
L'attacco terroristico all'aeroporto internazionale Ataturk di Istanbul non è ancora stato rivendicato, ma la maggior parte degli analisti sembra concordare sul coinvolgimento dell'Isis.
Secondo gli stessi analisti, si tratterebbe di una rappresaglia orchestrata dal Califfato di Al Baghdadi per vendicare il "voltafaccia" di Recep Tayyip Erdoğan. Finito al centro di polemiche internazionali che lo accusavano di favorire (nemmeno troppo velatamente) l'Isis e i suoi combattenti, il presidente turco ha recentemente modificato la propria strategia internazionale, "abbracciando" la causa della coalizione anti-Isis.
Erdogan si era addirittura scusato con Putin per l'abbattimento del cacciabombardiere russo al confine con la Siria (vedi correlato).
Si tratta di fantapolitica oppure è una teoria fondata? Lo abbiamo chiesto a Vittorio Emanuele Parsi, professore ordinario di Relazioni Internazionali all’Università Cattolica di Milano e direttore del Master in Economia e Politiche internazionali, offerto congiuntamente dall’USI di Lugano e dall’Alta Scuola di Economia e Relazioni Internazionali (di cui è direttore).
C’è chi parla di una rappresaglia da parte dell’Isis nei confronti di Erdogan, è una teroria fondata oppure è mera fantapolitica? "Più che di rappresaglia parlerei di punizione. Erdogan ha cambiato la sua linea politica, passando da una posizione piuttosto tiepida riguardo alla lotta contro il Califfato (con addirittura un sostegno a dei gruppi armati legati all’Isis) a un vero e proprio riavvicinamento con la Russia, l’Europa e a Israele. Il Califfato ha deciso di punirlo per il suo voltafaccia degli ultimi giorni".
Non è il primo attentato che colpisce la Turchia. È sembrato quasi "troppo facile"..."Lo si può attribuire alla svolta autoritaria imposta da Erdogan stesso. Quando un regime imbocca questa via, a rimetterci è l’efficienza della Polizia e dei servizi di sicurezza. La lealtà verso il capo diventa più importante dell’efficienza. Negli ultimi anni ci sono stati diversi avvicendamenti ai vertici della Polizia e dei servizi di sicurezza".
In questi anni Erdogan ha tenuto il classico piede in due scarpe, ora ha scelto una linea politica precisa e non può più tornare indietro. Che cosa può (o deve) fare ora? "Indubbiamente Erdogan ha scelto una linea politica sbagliata e ne sta pagendo le conseguenze. Il suo slogan è stato “Zero problemi con i vicini”, in realtà ne ha avuti con tutti. La sua politica estera è stata disastrosa, e ha tentato frettolosamente di porvi rimedio.
Quello che cercherà di fare ora è di catturare i 3 terroristi fuggitivi, per dimostrare l’efficienza dei suoi servizi di sicurezza. Ci sarà un giro di vite nei confronti dei gruppi islamisti (più di lui!) in Turchia, e potrebbero riprendere le ostilità contro i curdi.
Sicuramente non può più tornare indietro".
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