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Estero
Israele: via riferimento a Dio da omaggio a militari caduti
Redazione
15 anni fa

L'invocazione a Dio resterà fuori dall'omaggio cerimoniale dedicato ai caduti dell'esercito israeliano. Lo ha deciso ieri il capo di stato maggiore, generale Benny Gantz - come riferisce oggi con evidenza la stampa - sull'onda delle polemiche suscitate nel Paese, e fra gli stessi ranghi militari, dalla crescente influenza di rabbini e nazional-religiosi nelle forze armate. La questione riguarda il testo dell'Yzkor, recitato nelle cerimonie in memoria dei caduti. Testo nel quale alla formula 'Israele non dimenticà erano state sostituite le parole "Dio non dimentica". Un cambiamento accolto con disagio da alcune famiglie di caduti non religiose o comunque ostili agli ambienti dell'ebraismo osservante. Di qui la decisione di Gantz di affidare la contesa a una commissione interna, la quale alla fine ha stabilito di ripristinare il testo originario. Nate con connotati laici, e forti legami col vecchio sionismo socialista dei kibbutz, le forze armate israeliane (Tzahal) - in cui sono chiamati a servire tutti i diciottenni del Paese, i ragazzi per un triennio e le ragazze per un biennio - hanno cambiato pelle in modo significativo negli ultimi anni: sulla scia dei mutamenti della stessa società. Nelle sue file è cresciuto in particolare il peso degli osservanti, a partire da quei reparti d'elite imbottiti ormai di giovani coloni sensibili all'ideologia nazional-religiosa radicale. Un fenomeno che - a quanto denunciato di recente in rapporti indirizzati a Gantz da alti ufficiali dello stato maggiore - comporta talora problemi di doppia lealtà, di violazioni disciplinari o anche di mancato rispetto di norme che dovrebbero garantire pari dignità a donne in divisa e soldati delle minoranze non ebraiche (drusi, beduini, cristiani - o non credenti - d'origine russa). ATS

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