
“Stiamo andando verso un completo lockdown a causa della risalita delle infezioni”. Lo ha annunciato il premier Benjamin Netanyahu mentre è ancora in seduta il Gabinetto di governo convocato per decidere le nuove restrizioni. Una riunione - in corso da 6 ore - che molte fonti indicano come contrastata per i dissidi sulle misure da parte dei ministri, in particolare quelli religiosi a proposito della ventilata chiusura delle sinagoghe per Kippur. Ipotesi alla quale quei ministri oppongono il contemporaneo fermo delle manifestazioni non previsto dall’attuale blocco.
“Devo salvare le vostre vite”
“È preferibile adottare il lockdown durante le feste con un prezzo economico basso e non - ha insistito Netanyahu che a favore di un intervento immediato - dopo le feste con un costo economico maggiore”. “È una decisione seria e complessa”, ha ammonito il premier ma “devo salvare la vostre vite”.
Secondo le indiscrezioni, il lockdown ancora più ristretto andrebbe da Kippur (28 settembre) fino alla fine della festa di Sukkot il 9 ottobre. Chiuse le sinagoghe, limiti alle manifestazione, fermo delle imprese non essenziali, blocco dell’aeroporto Ben Gurion ai voli in partenza, completo stop di ogni assembramento e obbligo per gli israeliani di restare con il loro nucleo familiare per le feste.
I ministri religiosi - secondo i media - hanno più volte minacciato le dimissioni durante la riunione del Gabinetto se saranno chiuse le sinagoghe e non fermate le dimostrazioni. Blu Bianco di Benny Gantz, alleato di governo, si opporrebbe invece al bando delle manifestazioni.
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